Un Santo alla fine della scuola

26 Mag, 2017 § Lascia un commento

Oggi il calendario liturgico commemora San Filippo Neri, al culmine del mese di maggio, quando la fioritura è al massimo splendore e le rondini lanciano il loro grido in cielo. Per ribadire l’essenza primaverile di questa festa, il santo è raffigurato coi gigli bianchi accanto ai piedi, mentre allarga le braccia in un accenno di estasi davanti alla Madonna. L’immagine è stata riprodotta molte volte da un originale di Guido Reni, conservato nella Chiesa dei Filippini a Roma, e mostra un sacerdote vestito di tutto punto, che non rende conto della natura autentica del personaggio, meglio noto come protagonista di due film che rievocano le sue imprese educative nella Roma stracciona della fine del Cinquecento. Questo santo passa inosservato più di altri durante gli ultimi giorni di scuola, fra le tante feste civili che occupano il calendario primaverile. Eppure a buon diritto dovrebbe essere assunto come patrono di una categoria professionale -quella degli insegnanti- che non sanno a che santo votarsi e vorrebbero trovare un pretesto per festeggiare in pace gli ultimi giorni di scuola, non avendo più molto da dire… State buoni se potete.

 

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Romagna in bici

18 Mag, 2017 § Lascia un commento

Stamattina il giro d’Italia è partito da Forlì ed oggi è ancora sulle strade dell’Appennino fino a Reggio Emilia. E’ emozionante vedere il Giro d’Italia nelle strade della propria terra, la diretta televisiva che annuncia il nome di località familiari, le immagini che mostrano i profili di montagne stampate in profondità nella memoria. La fuga delle biciclette è un corteo solenne, come la marcia trionfale di un esercito vincitore. Ogni salita rievoca la storia di altri giri, il ricordo di chi c’era ed ha scritto pagine memorabili. Il passaggio in volata dei corridori di oggi distribuisce energia a chi li va a guardare, come una forza primordiale della natura. Non potrei spiegare il successo di questo sport in Romagna soltanto con la natura prevalentemente pianeggiante del territorio. Il ciclista, professionista o turista che sia, vuole misurarsi con le salite. La prova di coraggio di un corridore passa attraverso l’umile esercizio della fatica, fino al limite dell’estremo sacrificio. E’ una cocciuta sfida contro i limiti entro i quali la natura ci fa esistere. Forse per questo il ciclismo ha tanto successo in Romagna, terra di teste dure, non raffinate, ma disposte a prendere terribilmente sul serio l’impegno sui pedali, pur di arrivare al traguardo. Storie di gente poco incline agli ordini di scuderia, con tutti i rischi che ne derivano.

Macro renzismo

9 Mag, 2017 § Lascia un commento

L’anticipo di primavera ha ceduto il passo ad un maggio altalenante, con vento e piogge intense che almeno ristorano l’agricoltura. La bella stagione ha però risvegliato l’ex primo ministro esule, già forte di nuove primarie che lo candidano ancora alla poltrona di leader politico italiano. I giochi sono fatti e le elezioni che verranno chissà quando, fra un anno o forse mai, saranno comunque secondarie. La repubblica cisalpina potrà contare su un Napoleone rinato dalle proprie ceneri, specchio del nuovo che avanza anche in Francia nel nome di Macron, fino alla prossima sconfitta, chissà se definitiva. Sant’Elena è lontana e prima di vederla pagheremo le spese di Waterloo. State sereni. Pensavo che questa politica partisse dagli ideali, invece si ricomincia dai rifiuti di Roma. Se vuoi svuotare i cassonetti vota Renzi: sembra un ricatto, invece è il futuro.

Lo spirito del Maggio

2 Mag, 2017 § Lascia un commento

20170501_100633Gli itinerari turistici trascurano il tratto umbro della via Flaminia fra Foligno e il valico di Scheggia. Autostrade e superstrade passano da altri luoghi di maggior richiamo, lontano dai monti a forma di testuggine che riparano Gualdo Tadino dai venti dell’Adriatico. Ma prima di scendere nelle gole rocciose dei fiumi marchigiani, i traffici dell’antica via hanno lasciato una traccia nella borgata di San Pellegrino, che nella notte fra il 30 aprile e il  primo maggio commemora il santo patrono. Proprio qui abbiamo scoperto un’antica tradizione che non si lascia contaminare dalla modernità. La cerimonia comincia la vigilia, con una messa in chiesa alle cinque e mezzo del pomeriggio, dopo la quale gli uomini del paese -proprio tutti, giovani, vecchi e bambini che indossano il tradizionale costume nero e verde- si dirigono a piedi in campagna per il taglio del pioppo, anzi dei due pioppi, che durante la notte saranno trasportati a mano su un carretto, scortecciati ed issati di seguito l’uno all’altro, come una lunghissima pertica al centro della borgata, dove rimarrà tutto il mese di maggio. Con una simile prestazione atletica gli abitanti dicono di commemorare la storia del santo pellegrino che dà il nome alla località. La leggenda si perde nella notte dei tempi e narra di un viandante cui fu negata ospitalità, il quale trovò riparo nell’alveo di un torrente nella notte fra il 30 aprile e il 1 maggio. Purtroppo a causa di un’improvvisa piena, quella notte il pellegrino fu travolto dalle acque: ritrovato esanime la mattina successiva, non fu possibile salvarlo, ma chi era andato a soccorrerlo vide che il suo bastone era germogliato. L’abnorme pioppo scortecciato in mezzo alla via dovrebbe dunque simboleggiare il bastone del pellegrino, mentre i pochi rami in cima sarebbero il segno del germoglio.20170501_100743La mattina del primo maggio un tronco bianco e lucido si alza fino al cielo, in modo innaturale davanti al bar del borgo. Poca gente osserva, un’automobile parcheggia e riparte. Gli uomini del Maggio dormono ancora: si sono dati il cambio per alzare la pianta  fra il tramonto e l’alba. Una signora si aggira con una bambina nella luce del mattino e dice d’essere la mamma del capo-Maggio. Rende onore al figlio: “quando è ora di fare sul serio, rimangono in pochi a lavorare…. stanotte hanno finito alle quattro e tre quarti!” Il legno fresco e nodoso del pioppo nudo riverbera un chiarore antico alla luce del sole e diffonde intorno l’aroma dolce delle linfe. Sembra il segno di un sacrificio, non umano, ma vegetale: rito scaramantico che allontana le streghe della notte del sabba, totem contro il maltempo che potrebbe rovinare il raccolto. E’ un’immagine viva dello spirito del Maggio, festeggiato anche in altri centri umbri, ma non con la stessa intensità. Per addolcirlo, c’era bisogno della leggenda del Pellegrino. 20170501_100322

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