Non c’è più sale ad Hallein

27 aprile, 2017 § Lascia un commento

20170415_113944 (1)Da Salisburgo ad Hallein, la città del sale, sono quindici chilometri di autostrada, ma il sabato di Pasqua preferisco allungare il percorso passando dalla valle di Ebenau, dove non mancano le acque, i boschi di abeti e le segherie. Hallein conta ventimila abitanti ed è un piacevole centro urbano nella valle del fiume Salzach, con i caratteristici cornicioni barocchi decorati da motti e da preghiere, edifici belli ma non più di altri in Austria. Nella chiesa in cima alla collina un cartello indica l’organo di Franz Gruber, che nella notte di Natale del 1818 proprio qui suonò per la prima volta Stille Nacht. Ad Hallein c’è anche la casa di Franz Gruber, piccolo museo natalizio senza turisti nei giorni di Pasqua. Hallein è ancora un centro industriale, ma le miniere di salgemma sono chiuse dal 1989. Alcuni edifici sul fiume conservano l’aspetto dei magazzini del sale, in prossimità dell’isola dove il Salzach si biforca. Il più monumentale di questi palazzi ha molte finestre, i muri obliqui e l’intonaco bianco. Nei secoli ha ospitato gli uffici amministrativi delle miniere ed oggi è stato riconvertito in Kelten Museum con una doppia finalità: mostrare la storia delle miniere ed esporre l’archeologia di una regione che con il sale si è arricchita  fin dalla preistoria. 20170415_101128Il Kelten Museum prende il nome dai Celti di La Tene, comparsi all’improvviso verso la metà del quinto secolo (a.C.) nei luoghi già occupati dagli indigeni di Hallstatt. Cultura di “Hallstatt” e di “La Tene” distinguono nei paesi d’oltralpe la prima fase dell’età del ferro da quella più recente, con una netta discontinuità di gusti e di forme nel passaggio fra l’una e l’altra. Una simile frattura non si vede in Italia, dove Greci ed Etruschi nello stesso periodo guidano lo sviluppo della civiltà ed evolvono lentamente fino ad estinguersi nel mondo latino. Dal Kelten Museum di Hallein mi sarei aspettato un confronto diretto fra le due culture preistoriche d’oltralpe, un’occasione per fissare nella memoria i tratti distintivi di due civiltà e costruire una base di conoscenze, con tutta la vivacità che deriva dall’immersione nel contesto geografico delle scoperte. Davo per scontata l’organizzazione tedesca, l’idea di un museo allestito come i disegni di un’enciclopedia dell’arte antica. Ma Hallein è una città austriaca, non tedesca, e le enciclopedie sono passate di moda da quando il web si è imposto come standard di conoscenza. 20170415_112509L’ordinamento del Kelten Museum non è più quello tradizionale, basato su criteri espositivi cronologici e topografici, ma sembra un palinsesto televisivo, coi pezzi collocati in secondo piano, in funzione di una sceneggiatura dove i protagonisti sono altri: le vetrine di moda, le didascalie illeggibili, i giochi per le scuole, i video coi lavori in corso (come se l’allestimento del museo fosse un’opera d’arte in sé). La sceneggiatura racconta la solita storia della civiltà, la stessa in tutti i musei del mondo. Ma io non sono venuto ad Hallein per conoscere la storia dell’umanità. Sono qui per cogliere il tratto specifico di questo territorio, le differenze fra due civiltà della preistoria che prendono il nome di “Hallstatt” e di “La Tene”. La storia universale possiamo leggerla nei libri e sul web. Un museo del territorio dovrebbe offrire quello che il web non può restituire: la realtà plastica degli oggetti, la loro forma, il colore, le quantità. Nella solita sceneggiatura della storia universale, gli oggetti scompaiono dentro le vetrine a pozzetto, mentre la storia gira intorno come una giostra. Speriamo che tutto questo serva almeno a divertire gli studenti delle scuole.20170415_103628 (2)Il sabato di Pasqua è giorno di vacanza e nelle sale luminose del Kelten Museum non c’è anima viva. Se nessuno entra, a che serve aver rinnovato le vetrine all’ultima moda? L’addetto ai biglietti si risveglia da un letargo confuso quando ci vede varcare la soglia alle dieci e mezzo del mattino. Ha le guance rubizze e l’aria frastornata. Sembra segnato dai postumi di una sbornia, però è molto cordiale e chiede a chi arriva la nazione di provenienza. Dice che è per fini statistici e non ha alcun interesse personale. Rispondiamo: Italia, lui capisce Australia, e per un attimo mi sembra di appartenere ad un altro mondo. Con un gesto gentile ci porge una piccola guida delle esposizioni tradotta in buon italiano. E’ datata 2005 e racconta un Kelten Museum di qualche anno fa, davvero disorientante nelle nuove sale rifatte nel 2014. All’uscita possiamo trattenere la piccola guida: il bigliettaio fa cenno con la mano, non serve restituirla, buon viaggio. Avrei forse dovuto leggerla prima di entrare, per trovare le risposte che il museo non sa più dare al viaggiatore di passaggio.20170415_142835Lungo la valle che risale il fiume Salzach la strada corre accanto ai binari di una ferrovia minuscola verso le montagne del Tirolo, fra i centri del Pongau, fino a Mittersill, dove ormai alle due del pomeriggio facciamo sosta e mangiamo zuppa di carne, pasta e verdure in una bella trattoria alpina. Nel viaggio di ritorno trovo finalmente il tempo per leggere la piccola guida delle esposizioni, che diventa chiara lontano dal museo che avrebbe dovuto illustrare. L’accostamento fra l’archeologia e le miniere di sale è più pertinente di quel che sembra, se è vero che le prime scoperte archeologiche avvennero due secoli fa dentro le miniere e che il primo ad occuparsi dei ritrovamenti fu il direttore stesso delle miniere, in un epoca in cui ancora non c’erano confini fra le competenze di archeologo e quelle di ingegnere. E’ una storia perduta, divenuta oggi illeggibile nella vanità architettonica delle long dauer austellungen (mostre di lunga durata) che si rinnovano ad ogni lustro, finché ci sono soldi da spendere.20170415_114108

Annunci

Tag:,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Non c’è più sale ad Hallein su ...I've got a project!.

Meta