Neurobiologia del tempo

4 aprile, 2017 § Lascia un commento

In un mondo di gossip e di eventi effimeri può sembrare eccentrico parlare del tempo, non di quello metereologico ma dell’altro, dove si gioca l’esperienza umana dalla nascita alla morte. E In effetti sarebbe stato velleitario affrontare il discorso sul tempo da una prospettiva filosofica e scientifica, se il 6 aprile in biblioteca a Forlì non avessimo invitato a parlarne Arnaldo Benini, che due mesi fa ha pubblicato con l’editore Raffaello Cortina uno splendido libro dal titolo “Neurobiologia del tempo”. Già in altre occasioni abbiamo avuto occasione di apprezzare le doti di sintesi di Benini, neurochirurgo dell’università di Zurigo e saggista che ama intrecciare in un quadro unitario filosofia, storia della scienza e sperimentazioni di neurochirurgia, con chiarezza esemplare.

A Forlì abbiamo già ascoltato la presentazione di un altro libro di Arnaldo Benini pubblicato con Garzanti nel 2012, dal titolo La Coscienza imperfetta, le neuroscienze e il significato della vita. Sempre con Garzanti, nel 2009 Benini aveva pubblicato Che cosa sono io. Il cervello alla ricerca di se stesso. Entrambi questi saggi introduttivi guidano il lettore nei diversi ambiti delle ricerche neuro scientifiche, sulla scorta della tradizione filosofica, ma con il supporto aggiuntivo di evidenze cliniche. L’unità della cultura (senza altri aggettivi) è un elemento costitutivo della prosa di Benini che si muove con uguale disinvoltura fra conoscenze letterarie, scientifiche, musicali, trattate sempre con la stessa rigorosa misura. Ci si può avvicinare alla Neurobiologia del Tempo mossi da interessi diversi, trovando anche qui, come nei libri precedenti, snodi concettuali che rilanciano ad altre discipline attraverso collegamenti inattesi. Neurobiologia del tempo sviluppa un tema già in embrione negli altri saggi, affrontato ora in modo completo e con una speciale urgenza, a causa delle provocazioni della fisica contemporanea che vorrebbe relegare il tempo in una dimensione illusoria. Sia chiaro: non tutti i fisici negano l’esistenza del tempo, ma c’è qualcuno di forte impatto mediatico come Carlo Rovelli che continua dire (e a scrivere) che il tempo è un’ostinata illusione, perché le equazioni della meccanica quantistica funzionano senza la variabile tempo, parafrasando un discorso di Albert Einstein in un contesto dove probabilmente lo stesso Einstein si sarebbe mosso con più prudenza.

Al contrario, l’evidenza neurobiologica mostra che il tempo è qualcosa di reale, sentito e costruito dal cervello in milioni di anni di selezione naturale in un mondo dove il senso del tempo è essenziale per la sopravvivenza. La visione d’insieme verso cui Benini vorrebbe convergere, nello spirito della cultura unitaria, entra in attrito con gli specialisti, che da un lato asseriscono, dall’altro lato negano l’esistenza del tempo, senza cercare un confronto autentico, perché nel panorama accademico contemporaneo non è rilevante fare una sintesi fra discipline diverse. Benini lancia la sfida agli scienziati che negano la realtà del tempo, ma da neurochirurgo egli si sofferma ad indagare i meccanismi cerebrali del senso del tempo: racconta come il cervello sincronizza le diverse percezioni, come le rielabora in simultaneità per la nostra esperienza cosciente; narra le avventurose scoperte di Helmoltz e di altri importanti neurofisiologi del secolo scorso, confermate dalle ricerche di oggi.Neurobiologia del tempo FORLI

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