Immagini di Parma

5 marzo, 2017 § 1 Commento

20170225_171450Parma è una città sulla via Emilia, ma oggi è soprattutto un importante svincolo autostradale fra Bologna e Milano, dove fioriscono attività industriali e fiere commerciali. Arrivarci in treno sulla vecchia linea ferroviaria è un’esperienza demodé per studenti e pendolari di provincia, dopo che l’alta velocità ha dirottato il traffico che conta sul nuovo rettilineo ferroviario lontano dalla città, accanto all’autostrada, dove una nuova stazione avveniristica cerca di conciliare in un’unica fermata -fra Reggio e Parma- l’antica rivalità dei due centri medio padani. Arrivare oggi in treno nella vecchia stazione di Parma è un’esperienza d’altri tempi, resa ancor più fantasmagorica dall’enorme pensilina gettata ambiziosamente sui binari dall’amministrazione che una decina di anni fa affossò il bilancio del comune anche a causa di un progetto tanto ardito. 20170226_092619Fa parte dello stesso disegno l’ampia via di traffico che scivola sotto la stazione e ne fora le fondazioni in un grande sottopassaggio, come succede in certe metropolitane mitteleuropee. L’accoglienza di Parma riverbera l’eco di una piccola capitale che non riesce ad acquietarsi nella comoda vita di provincia. Gli alberghi intorno alla stazione sono stati rinnovati, ma conservano un’impronta aristocratica nel modo di parlare del personale. I viali di circonvallazione sembrano piccoli ring viennesi, disseminati di ristoranti asiatici e messicani: mondi diversi che da parecchi anni ormai contaminano il blasone di una città, la quale, nonostante tutto,  continua a curarsi come una vecchia signora elegante, dalla parlata strascicata, con la erre moscia e le doppie che insistono sull’ultima sillaba. L’antico gioco della Pelota a Parma si dice Pilotta e dà il nome all’inusitato palazzo nel cuore della città: non residenza ma palazzo di servizio, quinta monumentale di impronta manierista sul torrente che spacca in due il centro storico. E’ qui il cuore della città: fra le pareti sospese della Pilotta, monumento enigmatico, incompiuto e distrutto dalle bombe dell’ultima guerra che hanno trasformato le antiche residenze ducali in un parco pubblico.20170226_093429 (1)La Pilotta è un’importante Galleria Nazionale: pinacoteca, museo archeologico e teatro Farnese, con l’apertura a singhiozzo soprattutto di domenica, a causa del ridotto personale di servizio che dovrebbe sorvegliare le ali più lontane del palazzo, così come la camera di San Paolo dipinta dal Correggio. Ricordavo un museo archeologico molto più grande, ma da quando l’intero complesso della Pilotta è entrato a far parte dei dieci poli autonomi previsti dalla riorganizzazione ministeriale del gennaio 2016, l’archeologia sembra aver perso attrattiva. La preistoria è chiusa del tutto, come d’altronde la sezione dedicata all’alto medioevo. E’ aperto solo il nucleo più antico delle raccolte, quello voluto dai Borbone di Parma nel 1760 in competizione coi cugini di Napoli, dove le grandi sculture romane e le tavole bronzee di Velleia sono lo sfondo dei giochi pomeridiane di una scolaresca intrattenuta da una giovane laureata, che avrebbe fatto di certo meglio il suo mestiere se a pagarla fosse stato il ministero, con qualcosa di più interessante dell’animazione per le scuole. Ma i dipendenti pubblici all’ingresso se ne stanno appollaiati in gabbiotti di legno e vetro a strappare biglietti ai visitatori, e sembrano loro i pezzi da museo. 20170225_170445Il sole filtra dalle finestre all’ora del tramonto, mentre la gente affolla le vie del centro ricoperte di coriandoli: sono soprattutto giovani che liberano a passeggio l’energia dell’ultimo sabato di carnevale. A quest’ora c’è messa nella Basilica della Steccata e i dipinti delle volte si ravvivano sotto i raggi del sole che entrano ormai orizzontali dalle finestre. I capolavori dipinti dal Parmigianino si perdono nelle tinte brune dei sott’archi, insieme alle opere di altri meno noti decoratori nella chiesa della Steccata, così come nel Duomo e nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Le volte dipinte di Parma sono laboratori illusionistici ispirati al gigantismo di Giulio Romano, che prima del Parmigianino proprio a Parma trovò un interprete efficace in Antonio Allegri, detto il Correggio. La sua ascensione della Vergine nella cupola del duomo è davvero sorprendente nella luce del primo mattino, fra santi a gambe nude e nuvole che sembrano sassi. Fu dipinta negli anni Venti del millecinquecento, poco prima che i Lanzichenecchi scendessero verso Roma, quando la chiesa non si era ancora arroccata nell’ortodossia della riforma Cattolica. 20170226_095805Analoga, ma più semplice ed esplicita, è l’ascensione di San Giovanni dipinta nella chiesa dell’Evangelista, come se ciascuna cupola di Parma fosse per Correggio lo schermo tridimensionale di un prodigio ultraterreno da rappresentare. Ma l’arte di Parma è anche (soprattutto) quella delle sculture, dei fregi e degli altorilievi medievali del duomo e del battistero: romanici, per dirla con un aggettivo che raggruppa in sé due secoli di architettura e di scultura dipinta, dagli anni dopo il Mille fino alla fine del Duecento. Benedetto Antelami aveva imparato il mestiere ad Arles, in Provenza, ma trovò a Parma terreno fertile per fare evolvere la sua arte verso nuove forme, non più romaniche, ma già orientate verso lo stile gotico. Venendo a Parma è difficile farsi un’idea esatta di quel che era il romanico delle origini. Qui i bassorilievi scorrono in secondo piano, offuscati dalle sculture dei mesi, delle stagioni, dei segni zodiacali, già alla conquista dello spazio tridimensionale. Lo scrigno rosa di marmo del battistero racchiude cent’anni di storia della scultura medievale, nascosta e confusa anche agli occhi degli esperti. Battistero di Parma: architettura unica, promessa di un diverso classicismo, anticipo di una modernità che poi, nei secoli successivi, ha seguito altre strade. 20170225_171832

(25 e 26 febbraio 2017) – La descrizione completa dell’itinerario è qui sull’agenda.

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§ Una risposta a Immagini di Parma

  • Elena Boriosi Giacanelli ha detto:

    Grazie per avermi riportato a Parma, città dove abbiamo abitato per quasi 10 anni; è una città molto bella, piena di monumenti e palazzi splendidi, molto orgogliosa di sé, è rimasta la città ducale dove Maria Luigia è sempre presente ovunque e in ogni cosa…

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