Lo zuccherificio che c’era a Forlì

16 febbraio, 2017 § Lascia un commento

aldini_volantino-1Nel mese di ottobre 2007 recuperai una cartella di disegni dell’Eridania di Forlì, fra altri documenti della SFIR, poco prima che la struttura della fabbrica di Forlimpopoli fosse demolita. Chi aveva deciso di salvarli dall’oblio dell’ex Eridania di Forlì dopo la chiusura del 1972 si era reso conto del valore di questi documenti, i quali, dopo la chiusura dello zuccherificio di Forlimpopoli, rischiavano d’essere perduti una seconda volta. La cartella di cui parlo è solo una piccola porzione dell’archivio Eridania, ma molto significativa, perché comprende i disegni strutturali dei rifacimenti che interessarono lo zuccherificio di Forlì negli anni Cinquanta del Novecento. Dalla chiusura  fino ad oggi l’ex Eridania di Forlì è stata oggetto di numerosi dibattiti e di progetti di recupero più o meno interessanti, ma sempre accesi, vista la centralità del luogo e gli interessi che gravano attorno. Dopo più di quarant’anni, l’unico attore in grado di decidere il futuro di una struttura così significativa sembra essere il tempo, che inesorabilmente corrode le murature e trasforma il significato del luogo. Il fascino delle rovine ha reso famosa l’ex Eridania di Forlì come set fotografico. Anche qui come altrove l’archeologia industriale è una cornice suggestiva per fotografi amatoriali e ambisce tutt’al più a diventare sfondo architettonico per un recupero edilizio che difficilmente riuscirà a conservare il valore originario degli spazi interni ed esterni. Ma ad essersi ormai perduta, senza apparente possibilità di recupero, è la memoria del lavoro che si svolgeva fra quelle mura. L’Archeologia industriale non è solo architettura, ma anche storia delle macchine, civiltà del lavoro (così insegnava Eugenio Battisti).1954-prospetto-ovest I disegni tecnici dell’Eridania parlano proprio di questo: mostrano uno zuccherificio in evoluzione e, fra le murature, evidenziano i reparti di fabbrica, dove quasi si sente il rumore delle macchine! I rifacimenti degli anni cinquanta del Novecento, per quanto invasivi, non tolgono valore alla storicità del monumento, anzi testimoniano la continuità di un gusto decorativo. A distanza di cinquant’anni dalla fondazione, le ristrutturazioni del secondo dopoguerra ampliarono le finestre, prendendo come modello la lunga forma arcuata, che nell’impianto originario di fine ottocento caratterizzava solo il basso edificio centrale. L’ultimo ampliamento del 1954 diede alla fabbrica una veste omogenea, assecondando uno stile di inizio secolo, che ancora oggi affascina (e inganna) i cultori di archeologia industriale.dsc04585Parlando dell’Eridania è inevitabile il riferimento alla SFIR di Forlimpopoli, l’impianto industriale che nel 1973 ereditò maestranze e macchine dello zuccherificio forlivese. E’ curioso che l’Eridania sopravviva ancora come relitto nel paesaggio urbano, mentre la SFIR è scomparsa dall’orizzonte, dopo gli accordi comunitari del 2005 che ne decretarono, contestualmente, chiusura e demolizione, in cambio di un congruo indennizzo europeo. Nel 2005 ho immortalato in una serie di immagini gli ultimi giorni di lavoro dello zuccherificio di Forlimpopoli, che raccontano con una punta di tristezza la fine di un mondo, quello dello zucchero romagnolo.dsc04593

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