Rissa referendaria

11 ottobre, 2016 § Lascia un commento

Mancano due mesi alla data fatidica del referendum costituzionale e lo scontro politico assomiglia già ad una rissa, dove ci si azzuffa tutti contro tutti, perché ciascuno ha qualcosa da rivendicare e crede che il quattro dicembre arrivi la resa dei conti. Ma prima delle feste di Natale ci sarà un giudizio poco universale: sarà solo l’inizio della scazzottata dove tavoli e sedie voleranno a destra e a sinistra, come nei film di Bud Spencer.

Conosco ormai solo gente che vuole votare NO. Quelli che voteranno SI, dicono di farlo non per ragioni di principio, ma per motivi di bottega: perché temono l’aumento dei tassi di interesse bancari ed i contraccolpi economici che potrebbero ostacolare la crescita del PIL. O perché temono il ritorno della vecchia guardia del PD: il SI sarà un altro dispetto per Bersani & D’Alema che Renzi ha congelato in soffitta. Senza scendere nel merito della riforma del senato, né in quello della riforma elettorale che sono oggettivamente fatte male, vorrei sapere se, vincendo i NO, peggioreremo davvero la nostra situazione.

Mi piacerebbe fare questo esperimento, un esperimento scientifico dove l’Italia viene divisa in due, con il SI che vince da una parte, il NO dall’altra. Sono certo che non ci sarebbe nessuna differenza sostanziale. Uno “zero virgola” di PIL si confonde con l’errore sperimentale. Solo la faccia di Renzi avrebbe un aspetto diverso, più tracotante nella metà dove vince il SI. Sono ormai tre anni che imperversa senza freni, ed è inevitabile che questo plebiscito lo riguardi in prima persona. In tanti voteranno NO, solo per abbassargli la cresta.

Intanto la propaganda di governo è già all’opera e chiede ai padri di famiglia di mettersi una mano sul cuore, in nome delle future generazioni, perché il NO sarebbe un passo indietro di trent’anni. Se penso a come stavamo meglio trent’anni fa, mi verrebbe da gridare subito NOOOOO! Chi rievoca il passato degli anni Ottanta per fare paura, non ha ben chiaro dove siamo caduti nel frattempo. Durante la rissa continueremo a ballare, a cantare e a suonare su un pavimento sempre più fragile, come gli aristogatti di Walt Disney, che alla fine si ritrovano in strada, ma non perdono il buon umore.

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