Italiani a Londra

2 agosto, 2016 § Lascia un commento

20160801_163011Giovani italiani stanno in fila all’uscita dell’aeroporto, in attesa dei controlli doganali, insieme a neri, mulatti e asiatici. La polizia di frontiera inglese non distingue gli Europei da chi proviene dagli altri continenti: tutti stranieri trattati con grazia in una breve intervista all’ingresso del regno di Sua Maestà Elisabetta. La carta d’identità della Repubblica italiana sembra insufficiente in un mondo di passaporti, ma le regole dicono che basta ed altro per ora non serve. La Gran Bretagna non è mai stata potenza continentale, è’ fuori dal mondo legarla a Francia e Germania. La Gran Bretagna va da sè fra l’Europa e l’America. E’ il sesto continente.20160801_163042 (1)Si veniva a Londra per imparare la lingua inglese, ma adesso è impossibile per chi proviene dall’Italia astrarsi dalla propria lingua. L’italiano è la lingua più parlata di Londra, addirittura più dell’inglese, nel senso che i suoni prodotti in lingua italiana sovrastano quelli di qualunque altra lingua. Gli Italiani non parlano, gridano, e si fanno riconoscere anche quando stanno zitti da come gesticolano con le mani e con gli occhi. Gli Italiani invadono Londra come turisti, baristi, camerieri e portieri d’albergo. E’ facile parlare italiano a Londra, tanto che nei circuiti turistici la lingua inglese non serve più.20160801_163146Nei musei di Londra gli Italiani non sono solo turisti. Ho incontrato due giovani italiane storiche dell’arte assunte come sorveglianti del Victoria & Albert, felici di questa vacanza a tempo indeterminato nei musei di Londra, in attesa di un improbabile ritorno in Italia. Visto che gli storici dell’arte inglesi fanno altri mestieri, le storiche dell’arte italiane hanno buone possibilità di trovare un posto da sorvegliante nei musei londinesi. Peccato che Londra sia così cara e che la famiglia sia lontana, ma fra gli sbocchi professionali delle nostre gloriose lauree umanistiche dovremmo inserire il mestiere di sorvegliante di museo londinese. Per venire fin qua non servono viaggi della speranza nè barconi clandestini. Sono sufficienti due ore di volo e un po’ di fila alla dogana. Fino al prossimo referendum.20160731_204019

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