Pace in guerra

18 aprile, 2016 § 3 commenti

Abbiamo archiviato il referendum, di cui forse si è parlato anche troppo per il solito fazioso spirito di propaganda. Renzi non merita di certo un plebiscito, né a favore, né contro: quando lo sento parlare, penso che non c’è limite, pertanto non oso immaginare chi verrà dopo di lui. Nel frattempo ieri sono andato a votare. Ho impiegato un po’ di tempo per trovare la scheda elettorale… non so perché, ma era finita fra i documenti di manutenzione della caldaia. Mentre cercavo la scheda elettorale, ho acceso la televisione sui programmi della BBC world, che non ascoltavo da un bel po’. Ho sentito che siamo in guerra, nessuno me l’aveva ancora detto, forse ero io a non avere capito.

I giornalisti d’assalto della BBC parlano di un Medio Oriente in fiamme che si sta riversando verso il mediterraneo: minorenni ridotti alla fame assoldati da eserciti irregolari, procacciatori di soldati via web pagati a cottimo, 150 dollari per ogni ragazzo arruolato. Ascolto mentre continuo a cercare la scheda elettorale: trivelle sì, anzi no, un calcio a Renzi. E pensare che stavo così bene sabato pomeriggio: in santa pace nell’Abbazia di Pomposa, dov’ero andato ad ascoltare una bella conferenza di Paola Novara insieme a Robert Stout, l’artista americano dei mosaici, che mi ha fatto vedere con occhi nuovi i dipinti giotteschi dell’abbazia.

E’ difficile rinunciare al culto della bellezza, ma la storia arriva sempre di tanto in tanto con una secchiata d’acqua fredda sui sogni più belli. Verrebbe voglia di giocare in difesa, nascondersi in una fortezza inespugnabile, col pretesto di studiare, non tanto per trovare una soluzione, ma per difendere e tramandare quello che di buono ha prodotto la nostra civiltà. La presunzione dell’Europa è di farcela invocando la responsabilità dei cittadini, con il solito mantra della sussidiarietà, tutti contro tutti. E’ vero che le grandi civiltà antiche sono crollate lo stesso, nonostante le mura di difesa. Se non sono le mura a risolvere le situazioni difficili, figuriamoci senza. Le mura possono comunque aiutare a scaricare altrove la tensione. Così la prospettiva di una chiusura austriaca del Brennero fa vibrare discorsi di principio, come non se ne sentivano da molto tempo, nei geni della nostra politica scaricabarile.

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§ 3 risposte a Pace in guerra

  • Paolo ha detto:

    L’immagine della fortezza inespugnabile mi risveglia il ricordo del “Il deserto dei Tartari”: una fortezza occulta e misterica, da dove si attende sospesi nel tempo un nemico lontano e misterioso, che forse mai arriverà. Eppure alla fine arriva … ma quando il nemico sarà alle porte, ormai il maggiore Drogo è vecchio e malato, potrà solo accogliere la morte che è venuta a prenderlo.

  • Indiana ha detto:

    Le schede elettorali scelgono strani posti per nascondersi! la mia era finita nella scatola del vecchio cellulare.
    Per quanto riguarda la storia, iocare in difesa non serve, tanto il presente può arrivarti addosso quando meno te lo aspetti. Meglio tenere aperti i due canali, quello rigenerante del culto della bellezza e quello dell’attenzione al presente.
    Non ho sentito la BBC, ma che siamo in guerra preferiscono non dircelo chiaramente. Da quello che scrivi penserei che neppure la BBC ci racconta esattamente come stanno le cose…

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