Il gioco più bello del mondo

27 dicembre, 2015 § 2 commenti

A Natale mi tornano in mente i giochi che facevo da bambino e vorrei trovare un pretesto per farli ancora senza vergogna, almeno per qualche ora nei giorni di festa. Con due adolescenti in casa adesso ho la scusa a portata di mano, sono femmine ma hanno smesso di giocare con le bambole: insieme a loro posso provare a mettere su qualcosa di diverso. Per i maschi della mia generazione i giochi erano le costruzione coi mattoncini Lego e col Meccano, ma per me erano soprattutto i trenini LIMA: metri e metri di binari stesi dapprima sul pavimento e poi fissati su un pannello di legno che simulava un paesaggio di pianura, pieno di scambi e di traffico ferroviario. Erano modellini a buon mercato in grado di soddisfare la fantasia di un bambino e al tempo stesso l’occhio del collezionista non troppo esigente. Non sapevo cosa avrebbero detto le ragazze di casa se avessero ricevuto in regalo un trenino elettrico ed ho esitato un anno intero prima di farne recapitare a domicilio uno nuovo di zecca, Maerklin startpackung con accessori. Non senza sorpresa ho scoperto che anche le ragazze di oggi possono appassionarsi…

Il trenino elettrico può stancare in fretta, come d’altronde tutti i giochi. Ma il trenino non è soltanto qualcosa che gira, non è una scatola di montaggio da mettere via dopo che è stata completata. E’ un gioco di progettazione e di costruzione che ha limiti solo nel budget di spesa e nello spazio casalingo. Non è facile trovare altri giochi tecnici così liberi ed espansivi entro un set di regole ben organizzato. Da quando il Meccano è passato di moda, anche le costruzioni Lego sono diventate scatole di montaggio che obbligano a fare esattamente quello che è scritto nei fogli di istruzione. I gradi di libertà della progettazione, i tentativi, le torri di Babele della fantasia sono scomparse dai giochi di costruzione. Le vendite dovrebbero premiare il mercato degli upgrades e le aggiunte che allargano a piacere il “pacco di partenza”, ma nei negozi prevale l’offerta di giochi guidati e chiusi in sé, come viaggi organizzati della fantasia nei quali tutti devono percorrere le stesse tappe il più in fretta possibile. Alla fine ci sarà sempre un gioco nuovo da comperare. Il marketing premia i prodotti che permettono di guadagnare di più: grandi volumi di pochi giocattoli nuovi (messi a fuoco dal tamburo battente della pubblicità) sollecitano gli acquisti delle masse ben più del modellismo che richiede tempi lunghi e la comprensione di cataloghi raffinati. Ai negozi di giocattoli è successo qualcosa di simile a quello che si vede nelle librerie, divenute negozi di copertine da comperare, regalare, forse leggere, comunque in fretta.

Ieri mattina abbiamo montato il puzzle tridimensionale della Tour Eiffel, che avevamo trovato sotto l’albero di Natale. Immaginavo che avrebbe richiesto parecchie ore di lavoro, soprattutto di sera, davanti al camino. Ma in meno di due ore era pronto, con le luci colorate e tutta l’apparecchiatura tridimensionale di plastiche trasparenti al posto giusto. Chiamarlo puzzle mi è sembrato un affronto alla tradizione, visto che qui i pezzi sono numerati e vanno montati seguendo una sequenza prestabilita. Come nei viaggi organizzati abbiamo scattato una foto alla Tour Eiffel, poi abbiamo provato a collocarla a terra, accanto al trenino elettrico. L’abbiamo tolta subito da lì: il “puzzle” della Tour Eiffel parla un’altra lingua.

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§ 2 risposte a Il gioco più bello del mondo

  • mattinascente ha detto:

    Quanto hai ragione!!! Dopo mille ricerche, ho regalato a mia nipote di otto anni una scatola di “mattoncini”. Premesso che ho faticato a capire l’argomento, pare fosse una pasticceria, infatti, dopo, ho riconosciuto dei muffins, però al momento della consegna, purtroppo ho scoperto che qualcun’altro le aveva regalato, sullo stesso genere, una mongolfiera!!! La bambina sceglie, più o meno, a caso, la mongolfiera, la monta in quattro e quattr’otto (eventuali incertezze vengono subito colmate dalla madre) e poi, annoiata, “sequestra” il telefonino del padre e si chiude in un videogioco. Il prossimo anno le regalo un trenino, oppure un invito a preparare un dolce “VERO”, insiemei!!! Buona giornata.

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