Pensierino di Natale

22 dicembre, 2015 § 3 commenti

Gli auguri di buone feste quest’anno mi sono giunti inattesi da un’alunna di prima media che ha voluto regalarmi una penna, proprio una bella penna in una piccola scatola ben impacchettata. Non credevo ai miei occhi e l’ho ringraziata con un pizzico di commozione. Nella mia breve esperienza di insegnante  non mi era mai capitato di ricevere doni. Una volta forse era diverso: agli insegnanti giungevano regali come gesto di riconoscenza, a Natale o alla fine dell’anno scolastico, ma questo succedeva nelle scuole elementari, soprattutto alle maestre che ricevevano mazzi di fiori. I professori delle scuole medie sono sempre sembrati meno impegnati, più distaccati e coinvolti  per un piccolo numero di ore, per cui sanno di non doversi aspettare nulla. Al lavoro che muove il bene immateriale della conoscenza sembra già strano commisurare uno stipendio. Per riequilibrare questa strana anomalia, così ben percepita dall’opinione pubblica, dovrebbero essere gli insegnanti a fare regali, forse vestiti coi panni buffi di Babbo Natale.

In un momento precedente della mia vita lavorativa anche per me era normale ricevere regali alla fine dell’anno. Non facevo ancora l’insegnante ed i fornitori con i quali collaboravo nella progettazione degli impianti industriali consegnavano cassette di vino e gadget d’argento, per riconoscenza verso il denaro che avevo contribuito a far fluire nelle loro casse. Nell’ufficio tecnico della SFIR il prestigio professionale si misurava con il numero di doni che si ricevevano a Natale ed io ad un certo punto ne ricevetti un po’ troppi. Erano regali con il sapore della mazzetta, blandi tentativi di corruzione per chi poteva dirottare gli acquisti dell’azienda verso la concorrenza. Per un attimo ho pensato che anche la penna della mia alunna fosse un tentativo di corruzione. Forse la ragazza voleva farsi perdonare qualcosa. Ma il gesto con il quale consegnava il suo regalo trasmetteva una gioia senza condizioni, un’energia luminosa nella quale si rispecchiava il mio gusto di essere proprio lì in quel momento, ad insegnarle qualcosa.

Questa ragazza ha gli occhi a mandorla ma non parla solo cinese. E’ figlia di cinesi, ma conosce la lingua italiana meglio dei suoi coetanei figli di italiani. Non sa niente della scienza cinese, ma si sta appassionando alle storie di Archimede e di Galileo. L’unica egemonia che gli Italiani possono sperare di esercitare sul mondo globale è di tipo culturale. Strano che abbiano deciso di non investirci quasi nulla… quali regali si aspettano?

 

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§ 3 risposte a Pensierino di Natale

  • Paolo ha detto:

    no, no e ancora no. cos’è questa ventata d’inatteso ottimismo. Non farti commuovere e senz’altro un tentativo di corruzione, di blandirci per poi annientare la nostra italica cultura, per farci diventare tutti obnubilati coloni sotto il giogo dell’invasore asiatico. Pessimismo Forever.

  • Alessandro Bandoli ha detto:

    In mezzo alla sempre meno tollerabile marea di melassa natalizia, una pagina commovente. Grazie Lorenzo, e auguri.

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