Cultura in circolo

13 marzo, 2015 § Lascia un commento

Conto i giorni che mancano alla fine dell’inverno -ormai pochissimi- e desidero più degli anni scorsi temperature miti e luce fino a sera. Non ho ancora cominciato a scrivere quello che dovrebbe diventare il mio prossimo libro. Forse per questo l’inverno mi è sembrato più lungo, perché ho sospeso la misurata abitudine del confronto quotidiano con la penna, quel ritmo soddisfacente e pago di se stesso, che non cerca conferme nel grande pubblico. L’unico contatto con la scrittura l’ho conservarlo nelle pagine di questo blog – non troppe, ma sufficienti a mantenerlo in vita. Dopo ormai sette anni non ho smesso di chiedermi cosa siano queste pagine, chi possano interessare, cosa diventeranno. Dovrei ficcarmi a testa bassa in qualche argomento specifico, insistere soltanto su quello, per essere riconoscibile e rintracciabile dal tam tam dei grandi numeri della rete. Ma non mi interessa superare la fugace molteplicità dei vari soggetti che mi attirano. Il confronto con il pubblico, grande o piccolo che sia, è necessario per imporre a se stessi chiarezza, senza la pretesa di raccontare tutto quello che si fa o che si pensa di fare. Conservo un’idea strumentale, probabilmente limitata, dei social networks: per me rappresentano una vetrina temporanea nella quale condividere lavori in corso -foto, impressioni, diari di viaggio- con la consapevolezza che un documento nel web vive di presente e non è mai definitivo, perché è un esperimento. Sono altri gli approdi a cui consegnarsi definitivamente, non dico per l’eternità, ma per qualche anno in più del temporaneo eco della scrittura parlata dai social networks: pagine scritte, forse libri, comunque carta stampata con l’inchiostro nero.

Per percepire meglio se stessi nel flusso del web, di tanto in tanto è utile leggere un libro…”The Fourth Revolution” di Luciano Floridi (2014) è un libro di filosofia militante nel mare delle nuove tecnologie informatiche. Per la nostra cultura accademica abituata a fare storia della filosofia può essere spiazzante un approccio dove le idee filosofiche sono attuali e diventano strumenti di navigazione per comprendere la rotta verso il futuro. Floridi è un italiano di cinquant’anni che insegna all’università di Oxford. “The Fourth Revolution” è ormai un bestseller mondiale, quello che si dice un “libro introduttivo”, non specialistico in senso stretto e neppure biecamente divulgativo, arricchito da un vasto commento bibliografico, scritto in un inglese splendido ma del quale manca (ancora) la traduzione italiana. Che l’autore sia un italiano madrelingua può passare in secondo piano, ma la dice lunga sul provincialismo della nostra cultura nazionale, quando la tradizione filosofica deve intrecciarsi con le novità della tecnologia informatica.

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