La Babele delle autonomie

30 gennaio, 2015 § Lascia un commento

La chiamano autonomia, il principio di sussidiarietà tradotto in pratica, per cui il potere centrale si sgrava dell’onere di scrivere norme universali e passa la palla ai funzionari decentrati, che vivono l’ebbrezza di una strana libertà e credono che il potere sia tagliare e incollare le linee guida di una commissione di esperti, come un vestito su misura per situazioni sfuggenti, casi particolari, miserie. E’ un segno dei tempi – della crisi dello stato centrale e del policentrismo della rete – se le forme normative si moltiplicano nella Babele delle autonomie. Entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem… diceva sette secoli fa un noto filosofo francescano, che però si fece scomunicare dal papa. Il rasoio di Ockham non si applica alla scuola delle autonomie, dove ognuno si illude (viene illuso) d’essere un piccolo imperatore, con le proprie leggi ed il proprio impero in miniatura, contro innumerevoli altri piccoli imperatori, nella confusione di mille linguaggi parlati in solitudine.

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