Il Rosso e il Vero

23 agosto, 2014 § 2 commenti

Rosso_Fiorentino-Deposizione_di_CristoLa splendida mostra dedicata al Rosso Fiorentino ed al Pontormo, che ha chiuso i battenti un mese fa a palazzo Strozzi, ha avuto un’eco avvilente nella città-museo di Sansepolcro, che a quella mostra aveva spedito un capolavoro: la deposizione dipinta nel 1528 dal Rosso Fiorentino in fuga dal sacco di Roma. Questa eccezionale pala d’altare del piccolo oratorio di San Lorenzo l’avevamo già vista tre anni fa col Vasari ad Arezzo, testimonial di un promozione turistica che, con un occhio al manierismo, vorrebbe smarcarsi dalla monocultura di Piero della Francesca. Le opere d’arte sono ancora radicate nel territorio di cui Sansepolcro è capoluogo, nel tessuto di piccole chiese, nei musei minuscoli, nella memoria degli abitanti dell’alta Val tiberina. L’angolo di Toscana incuneato fra Umbria, Marche e Romagna offre un raro esempio di “museo diffuso”, un’espressione che si addice in modo speciale a questa zona, come sosteneva Antonio Paolucci quarant’anni fa, prima di diventare artefice di grandi eventi. L’idea del “museo diffuso” ha guidato negli ultimi anni le coraggiose scelte dei curatori, che hanno riportato nelle chiese e negli oratori i quadri già radunati in pinacoteca ormai un secolo fa.

DSC02195All’ombra del Cristo risorto di Piero della Francesca, nel museo civico di Sansepolcro trovano oggi spazio solo le opere che sono orfane del loro ambiente originale. E’ giusto rimettere i quadri a posto nelle chiese, se sono ancora intatte, con gli arredi originali e la luce naturale. Le cornici che gli inglesi della National Gallery e gli americani della Frick Collection non potranno mai aggiungere ai “Piero della Francesca” comperati nel mercato antiquario, a Sansepolcro sono a portata di mano ad un costo quasi zero: la piccola chiesa di sant’Antonio con la luce densa del mattino per la pala di Luca Signorelli, Santa Maria delle Grazie coi lugubri intagli cinquecenteschi per Raffaellino del Colle, L’ex chiesa di Santa Chiara per Gerino da Pistoia, l’oratorio di san Lorenzo per il Rosso Fiorentino.

DSC03387A dire il vero la cornice dell’oratorio di san Lorenzo era già stata consumata da puliture e restauri improvvidi – direi più romagnoli che toscani – con quel pavimento di ceramica brillante. Ma la luce naturale della finestra accanto all’altare poteva cancellare il disagio iniziale, quando gli occhi cominciavano a scoprire i visi lugubri nella tela scura, tremendamente espressivi. Dopo la tournée fiorentina, il quadro del Rosso è di nuovo a casa, ma le fessure che lo separano dal suo altare sono più profonde, come il distacco di chi ha avuto un momento di celebrità e non vuole tornare nei ranghi. Per consolarlo, l’ente bancario della Cassa dei Risparmi lo ha inondato di luce, installando sul soffitto i fari di una ribalta da palcoscenico che cancella le figure e trasforma il quadro in una superficie scabrosa. Chi cercasse l’angolo giusto per cogliere almeno i colori di qualche figura, potrebbe fare la parte del ladro, a causa della sirena che grida ben prima del limite della “zona allarmata”. L’addetta alle pulizie è costretta ad intervenire e dice di non poterne più.

Dove l’originale è più autentico – ancora nel luogo che lo rendeva vivo – lo stile delle mostre irrompe con una volgarità inaudita e scardina il fragile equilibrio del “museo diffuso”. Non è un caso che Jan Clair sia partito proprio da qui (dalla Madonna del Paro di Monterchi) per il suo elogio del falso: “in una mostra senz’anima, un’opera d’arte può essere più falsa di una copia conservata in un luogo autentico”. Per conoscere la deposizione del Rosso – nell’oratorio di San Lorenzo a Sansepolcro almeno fino al 3 novembre – ci si può rivolgere alla copia che è collocata accanto alla porta d’ingresso, più piccola, di una mano anonima del Seicento. Il volto mostruoso del carnefice ricorda le atrocità degli uomini, non solo ai tempi di Cristo, non solo ai tempi del Rosso. Anche qui, ormai, la copia è più vera dell’originale.

Rosso_Fiorentino-Deposizione_di_Cristo

(immagine tratta da wikipedia.it)

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§ 2 risposte a Il Rosso e il Vero

  • Paola ha detto:

    Ci sono entrata anch’io nella chiesa di San Lorenzo il 23 agosto…mi piace, e’ fuori dal percorso del centro, e spesso ci trovi esposto qualcosa che non ha niente a che fare con la chiesa od un coro di appassionati che canta a cappella (mi è capitato due volte, forse ha una buona acustica) …..

  • LoAl ha detto:

    L’allestimento della luce è stato modificato ed ora (estate 2015) è finalmente adatto all’ambiente.

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