Gli dei mortali I (Piazza Armerina)

10 gennaio, 2014 § 1 Commento

SAMSUNG CAMERA PICTURESAnni fa a Piazza Armerina ci sarei potuto arrivare anche in treno, con una ferrovia a scartamento ridotto che si arrampicava in alto sulla cremagliera: serviva innanzitutto al trasporto dello zolfo, ma dopo la chiusura delle miniere, la determinazione dei siciliani non bastò a tenerla in vita. Sotto il peso delle automobili e dei tir, una ferrovia secondaria fragile ed obsoleta era destinata a soccombere. Ma l’attuale strada a scorrimento veloce, che dall’autostrada Catania-Palermo sale a Piazza Armerina, ricalca il tracciato della ferrovia chiusa nel 1971: lo si intuisce dalle ampie curve di raggio e pendenza costante, che scavano i fianchi della montagna e la risalgono senza cedimenti, e dai fabbricati cadenti di edilizia ferroviaria ai bordi della strada. Il parco minerario lo andrò a visitare un’altra volta. Le ore di luce che ho a disposizione il 4 gennaio bastano appena per i mosaici di Piazza Armerina e per una rapida occhiata al Museo di Aidone, dove la Dea di Morgantina è tornata a mettersi in mostra, dopo un lungo soggiorno californiano a Malibù.

SAMSUNG CAMERA PICTURESIn direzione di Enna, la pianura di Catania sale verso un orizzonte di montagne monumentali, come quelle di un grande continente. Gli ampi svincoli rotondeggianti delle strade veloci lasciano la viabilità ordinaria ai margini; le distanze diventano elastiche ed i chilometri da Piazza Armerina diminuiscono, aumentano e diminuiscono ancora. Alberi e pascoli verdi movimentano un paesaggio per nulla invernale, che mi fa affiorare il ricordo delle montagne marocchine, fra Fès e Meknes. A Piazza Armerina le strade veloci collassano nel centro storico, fra i rimorchi del mercato ambulante. Per raggiungere i mosaici della Villa del Casale, turisti europei ed americani devono compiere questo atto di sottomissione alla viabilità ordinaria, davanti alle case del vecchio centro storico. La campagna riappare poi in discesa, all’uscita del paese, in una valle che si allarga poco a poco, finché il paesaggio diventa quello giusto per un insediamento antico. Un enorme parcheggio a pagamento all’ingresso della villa potrebbe accogliere migliaia di turisti, ma sotto il sole tiepido di gennaio le automobili in sosta sono appena una decina.

SAMSUNG CAMERA PICTURESE’ davvero accogliente il nuovo allestimento degli scavi, sotto le coperture di legno che simulano i volumi delle sale antiche. Ma il bel contenitore architettonico inaugurato il 4 Luglio 2012, non ha fatto bene i conti coi piccioni, che stazionano e fanno i loro comodi sui mosaici colorati del quarto secolo dopo cristo. E neppure chi ha disegnato i pannelli delle didascalie, ecologici in schiuma minerale, ha fatto bene i conti con la realtà del sole siciliano, che ha già reso illeggibili molti tabelloni collocati all’aperto. Gli allestimenti si dissolvono in fretta, ma i mosaici per fortuna restano: impressionanti per la varietà e la ricchezza della decorazione. Gli scavi della villa del Casale sono piuttosto recenti, risalgono al secondo dopoguerra, e le ricerche archeologiche non hanno ancora fornito le risposte definitive riguardo all’origine di quello straordinario apparato decorativo: poche differenziazioni cronologiche, a parte la vaga attribuzione all’inizio del quarto secolo, come se tutto fosse stato partorito da un’unica volontà. La villa di Piazza Armerina è una città fatta a forma di palazzo e deve aver attraversato la storia, con fortune e rovesci, crolli e rifacimenti, come altre città delle province dell’impero, fra l’età antica ed il medioevo. Almeno due fasi decorative dovrebbero essere evidenti: la prima, prevalentemente geometrica, e un’altra, la più famosa, decorativa in senso narrativo, con gli animali feroci e le giovani donne in bikini… Non sembrano lo sviluppo  in corso d’opera dello stesso stile, ma stili diversi, epoche disgiunte, espressioni di un gusto differente.

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§ Una risposta a Gli dei mortali I (Piazza Armerina)

  • paola ha detto:

    Come sempre sai raccontare un luogo così bene che hai fatto riaffiorare i ricordi di un bel viaggio: Villa del Casale è stata una delle più belle sorprese in Sicilia…

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