Scintille dell’Etna

7 gennaio, 2014 § Lascia un commento

SAMSUNG CAMERA PICTURESIl comunicato dell’INGV informa che l’attività eruttiva dell’Etna si è esaurita la mattina del 3 gennaio, ma la sera dello stesso giorno, sul versante nord-est, si osservavano ancora piccoli getti di lava ardente che rilucevano al buio, attorno al cratere. Partendo da Case Pietracannone, sono salito a quota milleseicento, in compagnia di Carlo, l’amico catanese regista di documentari, che mi accompagnò anche a Berlino quattro anni fa. Il versante nord-est è quello che scende verso lo stretto di Messina, sui pendii spogli di antiche colate laviche solidificate. Con le spalle rivolte al cratere, lo sguardo tiene in pugno un orizzonte vastissimo: la costa siciliana di Taormina e l’altra sponda, al di là del breve braccio di mare dove brillano le luci ed i fari del litorale calabrese. Più su, le stelle paiono scintille dello stesso mare che diventa cielo. La sera del 3 gennaio l’eruzione è ridotta a brevi lingue rosso vermiglio che si accendono e si spengono, come piccole luci intermittenti. Saliamo più su, per osservare da vicino il cratere di nord-est e vedere la spettacolare valle del Bove, che sprofonda come un baratro infernale, buia, sommersa dai vapori bianchi. Il silenzio è innaturale: il vulcano ha smesso di respirare, ma gli animali non si fidano ancora, neanche gli uccelli notturni. I rami della boscaglia invadono il cielo rischiarato dalle luci lontane della città. La salita è faticosa e non promette ampi orizzonti, ma alla fine, come previsto, il sentiero si adagia in cresta: i rami spogli si diradono e lo sguardo riconquista la vetta del vulcano. La valle del Bove ribolle a sinistra fra il vapore, mentre le ultime tracce dell’eruzione scompaiono nel buio. Siamo riusciti a spegnere il vulcano: almeno per ora, missione compiuta. Non ci resta che tornare alla base.

In discesa teniamo gli occhi rivolti al Grande Carro ed alla costellazione del Leone, che sfila come un artificio scenico fuori dai monti della Calabria. I lampi di alcune meteore tagliano il cielo sul mare. La pioggia delle Quarantidi, che ha il massimo di attività fra il 3 ed il 4 gennaio, sembra attivarsi proprio adesso nel cielo d’oriente, per raccogliere l’eco dei fuochi estinti del vulcano. Non serve altro per credere agli dei: eroi sovrumani saliti dagli inferi e discesi qui dal cielo, a scambiarsi le rispettive eternità.

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Scintille dell’Etna su ...I've got a project!.

Meta