Diario di viaggio americano

23 agosto, 2013 § Lascia un commento

DSC05719Per una volta il sottotitolo è corretto, senza quasi: durante il viaggio nella East Coast americana, diciassette giorni dal 23 Luglio all’8 Agosto 2013, questo blog è diventato davvero un diario di viaggio. I collegamenti Wi Fi degli alberghi sono ottimi per pubblicare di giorno in giorno gli appunti, di cui ho appena finito di sistemare i testi e le fotografie. A New York non ho avuto necessità di comperare un ipad o qualcosa di affine, come avevo intenzione di fare all’inizio del viaggio. La tecnologia spinge a dotarsi di strumenti nuovi ancor prima di aver scoperto tutte le potenzialità di quello che abbiamo già in tasca: la tastiera touch screen del mio Samsung Galaxy è stata più che sufficiente per scrivere i testi rapidi, anzi fulminei, di questo diario. Alcune foto le ho inserite direttamente dal cellulare, ma la loro qualità non è confrontabile con quella della fotocamera digitale. Così di ritorno ho aggiustato le immagini, togliendone alcune ed aggiungendone altre, nel formato in cui sono normalmente impaginate in questo blog.

DSC05651

Nel viaggio ho rispettato il programma che avevo definito nei dettagli, come una missione spaziale: sei giorni a New York, all’arrivo (ed altri tre  prima di ripartire) per ritrovare il “collega” Billi, che non vedevo dai tempi dell’Università, e per conoscere l’assurdo splendore di questa città che è sospesa fra il cielo ed il mare ed è eccitante come un carnevale. Ecco i collegamenti ai pezzi dedicati a New York:

NYC-1  –> 23 Luglio, a piedi da Midtown a Little Italy.   —————   NYC-2 –> 24 Luglio, i ponti del Lower East Side.   ————–   NYC-3 –> 25 Luglio, il Metropolitan Museum of Art.   ————-   NYC-4 –> 26 Luglio, le strade di downtown.   ————–   NYC-5 –> 27 Luglio, Chelsea e la High Line.   ———–   Sunday at Meatpacking district –> 28 Luglio, a spasso nel Village con Billi e Lenci.   ———–   Back to New York –>  6 Agosto, i grattacieli di Midtown.   ——————–   Back to New York –> 7 Agosto, ancora al MET, serata con Billi al Lower east side.   ———–    The Top of the Rock –> 8 Agosto, New York dall’alto.

DSC05804

Coi trasporti delle ferrovie locali, il 29 Luglio 2013 mi sono spostato nella più tranquilla Philadelphia, dove ho trascorso quattro giorni, facendo anche una escursione in treno a Washington DC. Ho visto le gallerie d’arte dei fantomatici collezionisti d’oltre oceano che filtrano l’arte europea con il criterio della bellezza assoluta, di cui dovevano sentire una divorante necessità, dopo che si erano arricchiti all’improvviso in un continente nuovo, ancora senza storia, fra Otto e Novecento. Ecco i link ai pezzi di Philadelphia e Washington DC.

Philly-1 –> 29 Luglio, a piedi nel centro di Philadelphia.    ———    Philly-2 –> 30 Luglio, visita al Philadelphia Museum of Art.   ——–   Washington DC –> 31 Luglio, visita alla National Gallery of Art.   ——-   Philly-3 –> 1 Agosto, i musei scientifici di Philadelphia e la collezione Barnes.

DSC05984Sempre in treno, da Philadelphia ho viaggiato verso Pittsburgh, nel vivo del continente americano, dove i fiumi degli indiani d’America confluiscono e si dirigono nella valle del Missisipi. Là ho incontrato un altro amico, il Reverendo Dave, che per quattro giorni mi ha accolto nella sua casa di Carnegie, sobborgo spopolato di Pittsburgh, centro, un tempo, dell’industria dell’acciaio. Ecco i pezzi che ne parlano:

La ferrovia degli Appalachi –> 2 Agosto, in treno da Philadelphia a Pittsburgh.   ———    Pittsburgh-1 –> 3 Agosto, sui fiumi di Pittsburgh.   ———-    Pittsburgh-2 –> 4 Agosto, con Dave ed il prof. Shepherd fra le vecchie acciaierie.    ————– Pittsburgh-3 –> 5 Agosto, visita alla Gallery of Art and of Natural History.

DSC05802I percorsi dell’arte, dell’industria e delle banche si intrecciano nei nomi degli stessi personaggi che si erano arricchiti con la produzione di beni materiali, sfruttando uomini e risorse naturali, e poi avevano fondato imperi finanziari, facendo al tempo stesso la fortuna degli antiquari e delle case d’aste, abili ad alzare i prezzi per i loro facoltosi acquirenti, quando si trattava di vendere dipinti, cassepanche fiorentine, maioliche di Urbino… Gli stessi percorsi dell’arte, dell’industria e delle banche proseguono avanti nella storia ed incrociano le nostre esperienze di giovani uomini affacciati nel millennio che è appena cominciato, in modo sconcertante, col lavoro immateriale, col lavoro riconvertito, col lavoro che non c’è più. A New York non c’è più l’odore del porto e neppure quello dei commerci per strada – unica eccezione il quartiere di Chinatown, che rimanda ad un altro continente. Dopo la crisi del 2008, l’attività più redditizia dei bancari di New York è diventata la gestione del risparmio, come a dire: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Ma il passato non possiamo dimenticarlo: il turismo come ultima industria possibile -l’industria del divertimento- non può farsi carico di tutta la nostra identità. DSC05724

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Che cos'è?

Stai leggendo Diario di viaggio americano su ...I've got a project!.

Meta