Philly – 1

30 luglio, 2013 § 1 Commento

wpid-2013-07-29-18.57.34.jpgA Philadelphia ci sono arrivato di pomeriggio da New York, coi treni della ferrovia suburbana: fino a Trenton con le linee NJ transit, poi con la SEPTA, che entra finalmente nel vivo del continente americano, dove ci sono le casette di legno ed i pali della luce coi fili volanti sui prati. Lo spazio dell’America arriva fin dentro la stanza dell’hotel Windsor Suite, dove alloggio, che è quasi un appartamento. Dopo gli interni claustrofobici di New York, mi ci voleva proprio tutto questo spazio. Vista da Philadelfia, New York appare ancora più incomprensibile. Senza la giungla dei palazzi che oscurano il cielo, i singoli edifici ritrovano una identità, le forme ricominciano a dialogare fra loro e l’architettura ha di nuovo il tempo di raccontare la sua storia: sì, una storia recente compressa in un secolo, ma non sincopata come a New York.

DSC05900 Il centro di Philadelphia è segnato da  un reticolo di strade che sembrano quelle di una città romana. Il quartiere dell’università è un posto tranquillo con le casette di cent’anni fa, antichissime sui vialetti stretti con gli alberi radi. Mi fermo a comprare qualcosa in un negozio di alimentari. Il cassiere asiatico mi chiede se sono appena arrivato e, senza domandarmi quanto mi fermo, comincia ad illustrare quello che ha da vendere, come se a Philadelphia dovessi fermarmi mesi interi. Quando gli dico che sono italiano, lui esclama: Pope Francis! Meglio dell’anno scorso, quando agli italiani all’estero si usava rispondere: Bunga Bunga! Se dovesse tornare Berlusconi, chiederemo l’annessione alla Città del Vaticano…

DSC05919I palazzi di Philadelphia si inerpicano verso il cielo passandosi la voce in ordine, dal più antico al più moderno, dal più basso al più alto. La torre cittadina è spesso visibile sullo fondo, come un campanile barocco incorniciato dal cristallo dei palazzi.Le decorazioni neo-rinascimentali degli anni Venti del Novecento cercano uno stile per le pareti uniformi di mattoni dei primi grattacieli, che però sono troppo vasti e trasformano le proporzioni auree in decorazioni vibranti come pizzi ricamati. “The Drake”, il drago, potrebbe alludere alla forma di un edificio, nato come hotel nel 1928 e trasformato in condominio settanta anni dopo, ma e’ solo il nome del costruttore.

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