Il cielo simulato

17 giugno, 2013 § Lascia un commento

Il vantaggio ancora in gran parte inespresso che la didattica può trarre dall’informatica, non è nella trasposizione digitale del libro di testo e della lavagna (tecnologie mature che non occorre perfezionare), ma negli ambienti di apprendimento costruiti come simulatori, addirittura videogiochi, che offrono l’opportunità di un apprendimento avvolgente, interattivo, condiviso. Per questa nuova didattica non ci sono ancora orientamenti chiari, nè riferimenti a siti web affermati. Quel poco che è fruibile shareware quasi mai è in lingua italiana… ma questo non è un grosso problema, se diventa uno stimolo per imparare l’inglese. D’altro canto tutte le novità introdotte dalle nuove tecnologie informatiche dovrebbero affiancare la didattica tradizionale come una lingua che aggiunge nuove competenze, senza scalzare la lingua madre dei segni scritti con la penna e con il gesso, coi quali andranno sempre costruite le abilità psicomotorie di base.

Fra i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie informatiche, il collegamento al web è senz’altro il più importante. Il vero salto didattico lo si fa quando è possibile accedere in tempo reale a contenuti on demand, ad accesso non più sequenziale ma diretto. Le case editrici non hanno ancora messo a fuoco questo passaggio, quando si limitano a trasporre su e-book i tradizionali libri cartacei, presentati come digitali. Avvenne qualcosa di simile anche quando fu inventata la stampa. Per i primi cent’anni i caratteri mobili cercarono di imitare i codici miniati e le pergamene scritte a mano. Solo parecchio tempo dopo l’invenzione di Gutenberg, la stampa potè evolversi verso forme nuove, che liberarono le potenzialità della nuova tecnologia nei manifesti, nei giornali, nei rotocalchi.

Con la lavagna multimediale ho svolto le esperienze più interessanti facendo riferimento al sito www.ptable.com, dove è possibile simulare alcune proprietà chimiche degli elementi, a partire dalla tavola periodica di Mendeleev, e attraverso il sito www.stellarium.org/it, che permette di scaricare un simulatore della volta celeste, il quale funziona come un planetario ricchissimo di oggetti e di possibilità esplorative. Davanti ad un ambiente di apprendimento come Stellarium, la tentazione dei ragazzi è di interpretarlo come un videogioco d’azione, dove non succede niente di eccezionale con cui interagire. Andranno a cercare le immagini spettacolari e gli effetti speciali, stancandosene quasi subito. Cominceranno così a cercare un altro gioco più consono alle loro aspettative. Il compito dell’insegnante è di guidarli verso un’interazione graduale con i contenuti che via via emergono da Stellarium, facendo leva sugli aspetti dinamici, che attirano l’attenzione e mantengono alta la concentrazione.

All’accensione del programma di simulazione, l’immagine proiettata sullo schermo rappresenta l’orizzonte di una località di campagna, dove lo sguardo può spaziare in tutte le direzioni, per mezzo di un cursore. Un’orologio sincronizzato con l’orario del computer, mostra la situazione corrente del cielo: se è mattina il sole apparirà a sud est, in una posizione più o meno alta a seconda della stagione. La prima esplorazione con Stellarium può cominciare proprio dalla nostra stella: accelerando l’orologio, il sole comincerà a muoversi in modo apprezzabile verso sud, fino a culminare nel punto più alto verso mezzogiorno. Attraverso la finestra delle coordinate si può visualizzare la posizione angolare del sole in cielo, in gradi, minuti, secondi. Tenendo d’occhio queste coordinate che si aggiornano di continuo, è possibile accorgersi dell’istante esatto in cui il sole culmina…

Dopo aver parlato a lungo dei movimenti apparenti del sole, i ragazzi reclamano il cielo stellato. Accelero l’orologio del simulatore, finchè il cielo si fa sempre più scuro, prima blu, poi viola, poi nero. Le stelle si accendono una ad una, come nei presepi monumentali di certe chiese a Natale. Esclamazioni di entusiasmo si alzano fra i banchi. Nel cielo di gennaio ci sono le costellazioni più belle: Orione, il Toro con le Pleaiadi, il Cane maggiore con Sirio. Erano queste le stelle familiari agli antichi, quelle che l’occhio umano seppe riconoscere per prime nella preistoria più remota. Quando da bambino (ero anch’io in seconda media) guardavo il cielo, imparai ad orientarmi nelle mappe astronomiche all’improvviso, una sera di dicembre, quando vidi la costellazione del Toro con la sua forma a “V”, accompagnata dalle Pleiadi e da Orione, che ha le tre stelle allineate nella cintura. E’ il cielo migliore da cui cominciare, per prendere confidenza con i segni zodiacali in processione lungo l’eclittica e con tutte le altre costellazioni che si susseguono di notte, da una stagione all’altra. Anche le stelle si muovono in cielo come il sole, per accorgersene basta accelerare di poco l’orologio del simulatore. Gli astri che sorgono a nord est percorrono archi di circonferenza più ampi di quelle che sorgono a sud est, i quali si alzano soltanto di poco sull’orizzonte.

Travolti dall’entusiasmo, in molti hanno caricato Stellarium sul proprio computer di casa, proseguendo l’esplorazione da soli. Di nuovo in classe, mi hanno sollecitato verso altre direzioni, che neanch’io immaginavo. Il software permette ad esempio di collocare l’osservatore su altri pianeti del sistema solare. Poteva essere divertente osservare il cielo stellato così come si vede, ad esempio, dal pianeta Nettuno. Mentre le stelle fisse non cambiano la loro posizione, è il sistema solare ad essere visto da un’altra prospettiva. Dalla terrra si possono osservare le fasi di mercurio e di venere, mentre da Nettuno tutti i pianeti mostrano una fase. Se collochiamo il nostro osservatorio sull’ultimo pianeta, l’intero sistema solare appare come visto dall’esterno: la luce del sole è assai debole e le giornate sono un lungo crepuscolo. I sette pianeti interni a Nettuno, da Mercurio ad Urano, ruotano attorno al sole come i satelliti galileiani intorno a Giove…

Coi piedi di nuovo sulla terra, tornando ad osservare il cielo serale a distanza si settimane, si vedono i cambiamenti stagionali. Altre costellazioni sorgono, mentre quelle note scivolano giù verso l’orizzonte. Nel frattempo qualcuno ha imparato a riconoscere le principali costellazioni nel cielo notturno, ma altri affermano che non sentono la necessità di osservare il cielo stellato: dicono che Stellarium permette di vedere tutto, di esplorare e di conoscere senza i condizionamenti della visione naturale, che di per sè è limitata. Il cielo mostrato con un simulatore didattico sembrerebbe dunque più realistico della realtà. Già l’anno scorso mi ero fermato a riflettere su questa sorprendente conclusione  (https://lorenzoaldini.wordpress.com/2012/02/24/il-colore-delle-stelle/): “Nell’epoca del telescopio spaziale e di internet, rimane ben poco del cielo visto dal vivo. Anche il colore delle stelle sembra più vero, quando è simulato al computer”.

 

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