A volte ritornano

4 febbraio, 2013 § Lascia un commento

Renzi è apparso di nuovo in TV quasi contemporaneamente a Bersani, non l’uno contro l’altro come ai tempi delle primarie, ma in due trasmissioni diverse in successione. Bersani sta parlando ancora in diretta su la7: ha il viso tirato, gli occhi vagamente lucidi ed un leggero tic che gli fa contrarre gli zigomi di tanto in tanto. Non usa più le metafore colorite della tradizione agricola padana: niente giaguari da smacchiare stasera. Deve essere stato qualche esperto di comunicazione a suggerirgli questo tono più contenuto. Oppure è la nuova aria sepolcrale che spira delle ultime proiezioni di voto degli italiani, che sgonfiano il povero PD di un punto e mezzo ogni settimana, mentre gli avversari rimontano della stessa percentuale: quanto basta per arrivare al 24 febbraio in parità col centro-destra. Non è sorprendente, l’avevamo già visto nel 2006.  

L’ex avversario di Bersani ha incassato la sconfitta alle primarie del PD e fa capolino con l’occhio furbo del filosofo che dice di amare la quiete della propria città. Il fenomeno Renzi è rientrato. Non si è candidato a queste elezioni e da sindaco di Firenze non ha lezioni da dare ai grandi vecchi del partito. L’unica cosa che è riuscito a rottamare è il camper, anzi, non ha rottamato neanche quello: dice di averlo venduto ad un’asta di beneficenza. Ora l’ex avversario di Bersani è stato riesumato per qualche comizio nelle regioni in bilico e lui non si sottrae alla richiesta d’aiuto, che suona come un SOS. E’ da gentiluomini dare una mano a quell’oligarchia interna che appena qualche mese fa gli sparava addosso. E intanto i fedelissimi della base del PD emiliano, passati indenni attraverso i muri della guerra fredda, lo apprezzano e dicono che non sfigurerebbe come prossimo segretario del partito. L’orientamento di voto degli italiani, così come è emerso dagli ultimi sondaggi, deve fare proprio paura.

Ma a non mandare giù la svolta amichevole dei due ex avversari del PD sono certi supporter di Renzi, che avrebbero voluto la vittoria di Davide contro Golia alle primarie. Un Davide alleato con Golia a Firenze non sarebbe riuscito a scolpirlo neanche Michelangelo. E’ comunque eccessivo il timore di certuni che vedrebbero Renzi appiattito sulla componente affarista emiliana ex PC. Le diverse anime del partito troveranno un punto di incontro, che sarà tanto più spostato verso Renzi quanto più il PD di Bersani uscirà bastonato dalle elezioni politiche. Forse la paura di non vincere spaventa Bersani, che cerca un’inversione di tendenza con Renzi in prima linea.  Ma Renzi non funziona come Balotelli al Milan e neanche come il rimborso dell’IMU sul conto corrente.

Chi aveva intenzione di votare la squadra di Renzi dovrà comunque aspettare un altro giro di elezioni politiche e intanto sperare che la prossima legislatura non duri fino alla fine: un desiderio destinato ad avverarsi quanto prima, se l’esito del 2013 sarà simile a quello del 2006. Dejà vu. Ma c’era proprio bisogno di questa replica?

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