Il bosone ciellino

28 agosto, 2012 § 4 commenti

Non vado a Rimini al meeting di Cielle da almeno dieci anni. Proprio l’ultimo giorno, Sabato 25 Agosto, in calendario c’è la kermesse dei big del CERN. Il direttore scientifico Sergio Bertolucci e Lucio Rossi parlano del bosone di Higgs, la particella più famosa dell’universo, effimera e capricciosa come una rock star, di cui si è intravista l’esistenza nei laboratori colossali del CERN. Nell’auditorium della nuova fiera di Rimini la coreografia è adatta alla grandiosità del progetto. Il maxischermo amplifica le immagini dei due scienziati-manager che si esibiscono con la maestria dei grandi comunicatori: tre quarti d’ora ciascuno, davanti ad un pubblico eterogeneo che non scalpita e osserva con rispetto i grafici, le unità di misura, gli ordini di grandezza dell’infinitamente piccolo, come se tutto questo fosse il pane quotidiano della grande famiglia ciellina. La kermesse funziona ed ha un impatto sulla gente in sala, che applaude a comando dopo le battute più sagaci dei relatori. Non so cosa possa aver capito quel pubblico eterogeneo, dei modelli di universo e delle supersimmetrie, ma la tensione verso l’infinito non poteva essere messa in scena in modo più efficace, con tutta la forza dell’attualità. Anche la scienza non poteva dare un’impressione migliore di sè.  La competizione e la collaborazione si mescolano in giuste dosi, nel motore del grande gioco del CERN, dove le scoperte scientifiche sono figlie di ingegnose innovazioni tecnologiche a vantaggio di tutta la collettività.  Il CERN è il migliore investimento dell’Unione Europa: è impossibile pensarla diversamente, dopo aver ascoltato la viva voce dei leader del laboratorio più grande del mondo, che si muovono con una tale disinvoltura fra la gente di Cielle, da sembrare essi stessi parte del movimento, leader per nulla occulti.

Ascoltarli mi risveglia il gusto per la ricerca scientifica, che ho a lungo tenuto nascosto sotto la sabbia della riviera romagnola, o nei silos degli zuccherifici. Eppure ricordo di essere andato in visita al CERN di Ginevra almeno due volte, quando ero studente di fisica, e di averne ricevuto un’impressione poco gradevole, che ha influito sulle mie scelte successive di fisico anomalo. L’enormità dei magneti e delle caverne sotterranee che li ospitano, l’artificio grandioso della tecnologia necessaria per mettere in luce l’infinitamente piccolo, hanno qualcosa di disumanizzante: ore, giorni, mesi, spesi per collimare un fascio invisibile di particelle, nella luce artificale delle gallerie, fra rivelatori alieni, sottoterra, mentre fuori si susseguono le stagioni. E i grandi numeri dei gruppi di ricerca, dove i contributi al progresso scientifico portano il nome di cento persone, quale spazio lasciano alla creatività del singolo individuo? La mia idea di scienziato era un po’ troppo letteraria e facava a pugni con l’organizzazione di un moderno laboratorio, dove anche i geni della fisica timbrano il cartellino e sono addetti a logoranti routine. Bertolucci mette in luce la coralità dell’impresa, dove ogni scienziato partecipa orientando la propria volontà in accordo con quella di una intelligenza suprema, come gli angeli del paradiso dantesco.  Come avevo fatto a non accorgermene? A Ginevra io non vedevo intelligenze angeliche, ma costruttori di piramidi che sarebbero stati sepolti, prima o poi, insieme al faraone. La verità, almeno in questo caso, dipende dagli occhi di chi guarda. L’attitudine alle imprese corali è una caratteristica antropologica: se ce l’hai, è più facile diventare ciellino. Ma il cattolicesimo ha infinite sfumature che tengono conto di tutte le facce dell’animo umano. Agli antipodi c’è San Girolamo, in solitudine, nel deserto. Forse San Girolamo mi assomiglia di più.

In questo presente dilaniato dalle divisioni e dalle inefficienze, il meeting di Rimini brilla per l’efficienza, l’organizzazione e la cordialità, per la capacità di creare un mondo a immagine e somiglianza di un progetto culturale, l’unico al giorno d’oggi in grado di tradursi in una grande realtà italiana. I giovani volontari con le magliette rosse dello sponsor sono felicissimi di indicare la strada alle automobili che entrano nei parcheggi, al sole, con 35 gradi di temperatura già alle dieci del mattino. La forza del movimento non teme il caldo e neppure la legge. La realtà del movimento è più forte dello stato e le immagini giganti di Roberto Formigoni sorridono nello stand della regione Lombardia, come se non fosse successo nulla. Mi siedo a mangiare in un ristorante, per dodici euro offrono anche l’aperitivo, il dessert ed il caffé. I camerieri volontari mi fanno sentire a casa, in un ambiente luminoso, elegante e pulito, sponsorizzato. Vorrei essere ciellino anch’io: da dove si passa per entrare? So che molti amici rinnegherebbero la mia amicizia. E i ciellini? Sarebbero disposti a tenermi così come sono, insubordinato e meditabondo? Dopo il primo approccio, lo so, mi ritroverei di nuovo nel deserto, con un sasso in mano, un drappo rosso ed il leone ai piedi. La natura non dà scampo.

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§ 4 risposte a Il bosone ciellino

  • Paolo ha detto:

    un felice anarchico come te, non può prendere una tessera … le deve prendere tutte ! e poi unirle tutte in un’unica coperta. un patchwork di tessere.

  • Chiara P. ha detto:

    “So che molti amici rinnegherebbero…” Ecco, appunto. Già il fatto che tu ci sia andato dieci anni fa non mi sconfinfera: che mi combini Aldous? Che tu sia un reazionario nell’anima va bene, ma con quell’accozzaglia d’affaristi, mercanti nel tempio, arroganti torquemada no, per piacere! Non fare il Furtwaengler, con la scusa che sei scienziato, distratto e perfino un po’ artista. Se hai dubbi, studia….

  • Madda ha detto:

    Magari i tuoi amici non ti rinnegherebbero, ma potrebbero prendersela per essere paragonati a ciellini solo perchè hanno “attitudine a imprese corali” (posto che i fisici del CERN ce l’abbiano: guardando la situazione dalla finestra mi sembra che, nella migliore delle ipotesi, si limitino a “collaborare”).
    Se ti recassi nuovamente al CERN, fatti un giro in superficie (tanto nelle gallerie con LHC non ci si entra più). Potresti notare una insolita statua du Shiva danzante. I ciellini ne conoscono la presenza?

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