La scuola al mare

5 ottobre, 2011 § 2 commenti

La scuola cominciava il primo Ottobre con l’odore delle matite nell’astuccio di cuoio, il grembiule e le corse con la cartella su e giù per le scale. La scuola è cominciata anche quest’anno ed è così vicina che ci posso andare in bicicletta, la mattina presto, col sole luccicante davanti agli occhi.  L’Ottobre di quest’anno sembra preso in prestito da un’altra stagione e da un’altra latitudine: sembra un Agosto berlinese.  Vado in bicicletta nella pineta fino al ponte ciclabile sul canale, in riva al mare, poi a “Ponente” nella vastità delle colonie di Cesenatico, chiuse fuori stagione o abbandonate, fuori dal tempo.  Quattro chilometri o poco più, conducono lontano in uno spazio inedito della memoria che costruisce un altrove qui, in questo presente, sulle rive di un autunno ringiovanito dalla bella stagione.

La scuola media di “Ponente” è piccola e rimessa a nuovo, con le vernici così pulite da negare all’olfatto i piaceri evocativi della patina del tempo.  Ma almeno nelle forme e nei colori, ritrovo qui una familiarità ancestrale, che scavalca le esperienze di ieri  e ricongiunge questo presente alle scuole elementari di mio padre maestro: grandi edifici coi giardini alberati vicino al mare, coi banchi accatastati nei corridoi dopo gli esami, e le bidelle grasse e sorridenti, a pulire i pavimenti, nella penombra profumata dell’estate.

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§ 2 risposte a La scuola al mare

  • paola ha detto:

    Beh, dev’essere un piacere, vista la descrizione bucolica, andare al lavoro ogni giorno…..buon per te…….ed allora “W LA SQUOLA”……….

  • Serena ha detto:

    Essere sereni è importante, ma nell’insegnamento non è tutto. Finalmente sei “dall’altra parte” e per gli studenti rappresenti la conoscenza, altro è trasmettere la sapienza che passa per sottili atteggiamenti che entrano nel cuore degli allievi e sono proprio quelli che ti rendono unico ai loro occhi. Che soddisfazione andare in pizzeria ed essere salutata a distanza di anni dai tuoi allievi con un “Salve prof, come va?” e ti rendi conto di essere stata capita nella tua vocazione di insegnante nei toni di voce affettuosi che ti rivolgono.
    Buon anno!

    Serena

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