Eclisse finale

17 giugno, 2011 § 4 commenti

Succede una volta nella vita, che la consegna delle pagelle sia accompagnata da un’eclisse di luna.  I ragazzi di prima media lo sapevano. Alle sette di sera del 15 Giugno qualcuno entra nell’aula di scienze con i genitori, per simulare col videoproiettore quello che sarebbe avvenuto poche ore dopo.  I programmi di simulazione fanno miracoli, ma l’eclisse vera sarebbe apparsa subito dopo il tramonto: sul crinale fra Meldola e Predappio, con i telescopi degli astrofili di Forlì a disposizione del pubblico.  Prima di salire lassù tutti insieme, io socializzo con alcune famiglie dei miei alunni al tavolo di un bar.  Mi chiedono se ci sarò l’anno prossimo.   “Non lo so”, non potevo dire “no” a certi genitori che mi considerano un diritto acquisito: e’ una strana condizione sentirsi in obbligo, da precari.  Questi ragazzi non sanno di essere stati i primi a sperimentare la mia didattica di prima media, nel corso di un intero anno scolastico, e i loro genitori si interrogano su cosa avessi fatto prima. Progettavo impianti e sistemi di controllo in fabbriche di zucchero che sono state dismesse.  Non è stato facile trovare una alternativa.  La scuola è una soluzione.  Mi guardano ammutoliti, forse non capiscono: l’avessero saputo all’inizio dell’anno, si sarebbero spaventati, ma adesso il libro della prima media sta per finire nel cono d’ombra di una eclisse di luna.  Non è il caso di preoccuparsi.

Al tramonto la luna sorge già mutiliata, ma all’avanzare del crepuscolo la parte scura riappare magicamente sotto un manto rosso.  La penombra avanza.  Sulla strada ghiaiosa del crinale i bambini camminano eccitati con i genitori, i nonni, i cugini.  E’ un corteo festoso ed il numero di persone aumenta.  Sono più di cento. Qualcuno ha con sè un telescopio da montare, è poco più che un giocattolo, ma a me sembra importante anche quello, e mi do da fare per metterlo in asse con le profondità del cielo.  La luna sale e si rabbuia, ma non scompare completamente, un’alone chiaro la circonda sempre: è un effetto della nostra atmosfera che diffonde la luce del sole ed illumina la luna in eclisse.   I ragazzi non immaginano che fra poco più di un’ora la notte diventerà di nuovo luminosa, nel plenilunio del solstizio d’estate.  Nel buio dell’eclisse si stancano e chiedono ai genitori di tornare a casa.  Arrivederci ragazzi,  buone vacanze a tutti.

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