La mattanza delle sarde

17 febbraio, 2010 § Lascia un commento

Fa impressione, vedere i gabbiani sulle sarde morte, giunte in massa a riva cadaveriche per il freddo. I gabbiani mangiano le sarde, ma non completamente, hanno fretta di estirpare le parti più morbide: gli occhi, i polmoni, gli intestini. Sotto il becco dei gabbiani, il pesce non perde la sua forma, nè l’azzurro-grigio della pelle. Queste sarde hanno l’odore intenso ancora fresco, sono tantissime, tutte uguali. Coprono la sabbia, tanto che la riva non sembra più una spiaggia, ma un enorme cimitero fuori dall’ordinario. I gabbiani gridano eccitati, ma il banchetto è solo per gli adulti della loro specie. I piccoli osservano da lontano e si alzano in volo sincronizzato, un unico stormo. Reagiscono così, tutti insieme, all’eccezionalità della pesca miracolosa. E’ il comportamenteo coerente di una specie che vuole sopravvivere. Con il pretesto della personalizzazione, gli umani seguono invece strade diverse fin dalla più tenera età. Sopravviveranno?

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