Dottor Lorenz e Mister Ald

27 ottobre, 2009 § 4 commenti

Non so se sia meglio pensare e scrivere sentimenti profondi e imbarazzanti,  o se sia invece meglio  raccontare quel che passa, quando passa, tanto da sembrare stanco,  con un filo di voce avvolto alla rinfusa nel gomitolo del web.  Non so se conviene soffrire per aggiungere significato a quello che si dice, o se sia meglio lasciare correre, volare, saltare, fino a perdersi al  di là dall’orizzonte.  Quando parto per Berlino, è come se mi afferrasse una volontà estranea che mi fa cambiare l’ esistenza attraverso lo spazio: da un’identità casalinga ed introversa ad un’altra, impalpabile fino a che non ci sei dentro, come l’aria che respiri.  Insomma mi trasformo da dottor Lorenz a Mister Ald, o viceversa, come preferite. Una strana concitazione regna all’aeroporto di Forlì, preso d’assalto la Domenica mattina da massaie polacche vocianti addensate al check-in del nuovo volo su Varsavia, fra gente rancorosa addetta ai controlli di sicurezza,  come attori di un film sulle deportazioni.  Il tassista per strada spiega che suo figlio per fortuna non ha voglia di studiare, meno male: “se studia, vanno in crisi tutti, lui e la sua famiglia!”.  I manifesti alle pareti pubblicizzano gli elettricisti tuttofare degli impianti, della domotica, delle energie alternative, vera forza dell’economia di questa città artigianale a cui servono soltanto i consulenti della CNA.   Nella tribù degli autisti e degli elettricisti io sono in pentola già da un po’ di tempo  e l’acqua ha ormai raggiunto il bollore.  Se non volo via subito, mi fanno lesso.

A Berlino mi coglie impreparato il sorriso dell’autista, la cordialità del bigliettaio, l’efficienza rilassata dell’aria che respiro contro l’ipertrofica tensione del luogo di partenza. Sono in anticipo. Per perdere tempo mi attardo davanti ai bar, ma la staffetta di autobus e di metropolitana è velocissima, tanto che in mezz’ora arrivo a Tempelhof quando in casa non c’ è ancora nessuno. Me l’avevano detto i padroni di casa,  che avrebbero trascorso la mattina al Müritznationalpark: vanno là tutti gli anni in questa stagione, per osservare i cervi e i trampolieri in amore.  Li devo aspettare fino alle tre fuori dalla porta, non ho molta fame, ma vado a sedermi lo stesso al Biertemple, per una schnitzel wiener art con patatine fritte. Foglie gialle e rosse colorano i marciapiedi e nei cespugli brillano bacche delle stesse tinte.  Quando entro in casa alle tre del pomeriggio, ho già addosso il calore di un autunno più bello dell’estate, interessante, forse, soltanto perchè nuovo.

Quella parte della mia personalità che io libero a Berlino, sente d’essere di nuovo a casa nella stanza mansardata con il letto, il tavolino, la televisione all’angolo e la finestra sul giardino invaso dai colori dell’autunno.  Quando di notte mi sveglio e vedo attorno a me la stanza berlinese, sento d’essere al sicuro, concentrato, senza i clamori inutili di Forlimpopoli, dove le pareti aperte ai quattro venti disperdono i pensieri e i buoni sentimenti.

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§ 4 risposte a Dottor Lorenz e Mister Ald

  • Caromaso ha detto:

    Forlimpopoli, Cesena, Milano, Roma, Napoli, Cosenza, Messina, Palermo…l’Italia non è un paese per animi liberi

  • Chiara ha detto:

    Forse è anche perché sei in vacanza, no?

  • Indiana ha detto:

    Ciao Lorenzo! beato te che stai a Berlino. Per vivere finalmente senza essere assediato dall’orrida atmosfera che ha pervaso tutta l’Italia, dalle illogiche logiche di sopraffazione, svilimento delle persone, autocensura del pensiero e dell’azione che ormai ci governano e rendono schiavi, consapevoli o inconsapevoli.
    Guardarci da fuori e sperimentare quotidianità meno malate ci fa vedere più chiaramente la realtà nostrana.
    Approfitta al massimo della tua permanenza berlinese! viel Spass!

  • paola ha detto:

    Allora…vista “la gente rancorosa addetta ai controlli di sicurezza, come attori di un film sulle deportazioni; i tassisti con i figli che per fortuna non hanno voglia di studiare; i ragazzi che se studiano, vanno in crisi tutti, loro e la loro famiglia; l’ipertrofica tensione del luogo di partenza; i clamori inutili di Forlimpopoli dove le pareti aperte ai quattro venti disperdono i pensieri ed i buoni sentimenti e gli autisti ed elettricisti che ti farebbero lesso”, mi viene da dirti: “Ma in che razza di Paese terribile vivi!” Fai bene ad andare a Berlino dove ti accolgono ” il sorriso dell’autista; la cordialità del bigliettaio; l’efficenza rilassata dell’aria che respiri; la staffetta degli autobus e della metropolitana che è velocissima; il Mueritznationalpark con i cervi ed i trampolieri in amore; il Biertample e la schnietzel wiener art con patatine fritte e le foglie gialle e rosse + le bacche delle stesse tinte”…che perfezione!!!!!
    Mi sa che ha ragione Chiara!

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