Bagni d’Autunno

4 ottobre, 2009 § 2 commenti

DSC01723In autunno il sole sembra inutile alla maggior parte dei bagnini che preferiscono chiudere la spiaggia, dopo le corse forsennate di Luglio e di Agosto. Nonostante l’aria cristallina azzurra e la brezza tiepida sul mare calmo, la costa si spopola; assomiglia di nuovo a quello che era cent’anni fa, prima della storia balneare: persone fuori moda, gente anziana, donne grasse col costume intero risvoltato sopra al seno, stendono teli variopinti come toppe colorate sulla tessitura sabbiosa e guardano da sedute. D’Autunno scompare la passerella nervosa di femmine rinsecchite al sole, finiscono le voci rauche – quelle che sanno il fatto loro e devono ribadirlo di continuo con la sigaretta in bocca. Le cantilene dei dialoghi smarriti sulla riva, in Autunno, consolano come la risacca.

Avio raccoglie gli ombrelloni senza fretta: prima le cinque file a riva, poi le file laterali, infine tutti i pali piantati nella sabbia, quelli che sorreggono l’asta infilata con il tavolino rotondo di cemento per appoggiare le borse di plastica, il giornale e l’orologio quando al mare vai a fare il bagno. Dopo averli estratti con vigore uno ad uno dalla sabbia, come denti, il bagnino li carica a coppie su una carriola, quei pezzi prodigiosi e al tempo stesso banali, tubi di plastica riempiti col cemento . Un cane, un po’ lupo un po’ no, scorazza liberamente attorno: “Chissà da dove viene…”, ma non c’è tempo per fare domande, Avio è indaffarato e il cane diventa subito un amico: ”Yoghi! Corri, prendi la pallina!” In bocca al lupo bastardo, che ha le gambe tese in una frenata sdrucciolevole, la palla da tennis torna subito fra i piedi di chi l’ha lanciata.

Scompaiono all’improvviso gli ombrelloni e restano solo i lettini blu di plastica e di alluminio, attorno al campo da gioco per le partite a racchettoni. Gli edifici bassi dei bar e delle cabine colorate in fila anarchica fra il mare e la pineta, serrano di nuovo il passaggio uno dopo l’altro con le chiusure di metallo ondulato, baracche indegne della ricchezza estiva. Ricurvi sulla sabbia, a riva, sciamano i cercatori d’oro con i metal detector, professionisti solitari e muti a cui nessuno osa domandare mentre scavano i corredi sepolti lì, per sbaglio, dalla recentissima dinastia delle vacanze. Di tanto in tanto arrivano cercatori d’oro più giovani, rumorosi in gruppo o a coppie, maschio e femmina, si divertono ma non trovano nulla.

Dalla sabbia spuntano i germogli della flora endemica, come barba incolta dopo mesi di rasatura. Sull’acqua calma galleggiano infiniti gabbiani, rincuorati finalmente dall’assenza umana. La radio accesa al bagno numero sessantasette rimbomba con una canzone di Luciano Ligabue. Avio parla ad un collega, due bagni più in là; grida per farsi capire ed altrettanto forte giunge la risposta, un urlo che toglierebbe il fiato a chiunque, ma non ai bagnini di Pinarella. Il lavoro di gola non li stanca e continuano a parlare, cento metri l’uno dall’altro, come se fossero seduti allo stesso tavolo.

Se chiedete ad Avio quando ha intenzione di chiudere, lui risponde: “per i Morti!” Lo dice un po’ per scherzo un po’ per sfida, ma il sole d’Ottobre svela effettivamente una nuova stagione balneare dopo l’estate appena trascorsa. Se è vero che navi coreane per la prima volta nel 2009 hanno raggiunto il porto di Amsterdam seguendo la rotta polare senza ghiacci, nell’alto Adriatico potremo continuare con i bagni fino a Novembre, fin quando le nebbie occulteranno la linea di costa. Dopo i vivi, prima o poi, arrivano i morti. Basta aspettare, chi ha fretta?

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§ 2 risposte a Bagni d’Autunno

  • paola ha detto:

    Bentornato! Te l’ho già detto che mi son piaciuti questi “bagni d’Autunno” con foto…..
    Ho riletto anche le ultime due frasi da “Dopo i vivi….”….non so se ce l’hai con qualcuno o se è un altro aspetto (macabro!?!) della personalità di questo Aldini!!!!!

  • pontediferro ha detto:

    Non è la mia personalità, è il doppio lavoro di Avio che quando finisce al mare comincia con le “Onoranze”

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