Templari a Tempelhof

8 luglio, 2009 § Lascia un commento

Immagine 010Sono ritornato nella casa di Tempelhof coi fiori di Luglio. Ho ritrovato le stesse abitudini di Maggio alleggerite nel corso serale di tedesco, solo tre giorni la settimana,  con studenti stavolta agli antipodi del mondo asiatico, casualmente spagnoli e sudamericani, un pensionato greco newyorkese con la barba da bronzo di Riace ed uno scrittore neozelandese di sceneggiature che desidera parlare tedesco, per motivi che non vuole spiegare. Da ieri nella casa di Tempelhof c’è un altro inquilino, mi hanno detto che è un prete americano  ma non l’ho ancora incontrato, per cui non so se porta il collare bianco e la veste da prete cattolico apostolico romano o se invece rappresenta una setta cristiana multicolore del mid-west, di quelle che vendono la manna miracolosa del profeta Ezechiele in televisione. Dal tono sobrio e determinato dei suoi passi di notte per un bicchier d’acqua del rubinetto, intuisco tuttavia una marcata propensione teologica, senza compromissioni gospel e teatrali.  Il libro che ha lasciato ieri sul tavolo non può mentire, ha un titolo esplicito che parla della scienza del Cristo, come piace a Ratzinger. Potrebbe trattarsi allora di un novizio dell’Opus Dei oppure di un gesuita,  assegato al quartiere templare di Tempelhof dalla mano invisibile che organizza i pernottamenti del Goethe di Berlino. A mia insaputa potrei allora trovarmi nel bel mezzo di una congiunzione astrale: sotto la croce di Kreuzberg e davanti al cortile del Tempio, dove volarono i primi aerei sulla faccia della terra con l’auspicio dei cavalieri di Malta.  Effettivamente sulle ali del Barone Rosso c’è disegnata la croce di Malta, ma non ricordo se Malta c’entra coi Templari, devo essermi perso qualche pagina dei libri di Dan Brown. Ogni cosa ha il suo posto e lascia tracce attorno a sè.  Il Barone Rosso dà il nome alla strada più importante qui attorno, la Manfred von Richtofen Strasse, che ondeggia come un biplano fra le casette ed i giardini fioriti di Tempelhof, mentre il Tempio stampa ancora il suo nome sull’insegna del ristorante Biertemple, dove, birra a parte, l’eroismo medievale si esprime in porzioni giganti di cotoletta, il martedì sera, e negli stinchi di maiale fumanti tutti i giorni a pranzo e a cena.

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