Dopo la lezione

22 maggio, 2009 § Lascia un commento

Appena fuori accanto al portone del Goethe Institut di Berlino c’è l´ingresso della sala da biliardo, un posto interrato, scuro e fumoso, dove di pomeriggio non c´é gente ed i baristi, gestori in affitto, aspettano i primi clienti della sera annoiati davanti ai cartoni animati dei Simpson su un grande divano di pelle messo di traverso, nell’angolo meno buio della sala. Le pareti lunghe bianche piastrellate riflettono ancora l’unto opaco di un dopolavoro operaio, anche se sono state riconvertite in salagiochi dagli attori del cinema americano, con le loro facce compiaciute sui poster appesi a decine, una accanto all’altra in ordine come un catalogo meticoloso dell’occidente che era stato proibito.

Myroslav l’Ucraino l’ha scoperto subito, in quel posto ci è entrato il primo giorno, con la solita aria brusca al termine della lezione del pomeriggio. I suoi occhi blu spalancati hanno afferrato la stecca senza esitazione, come l’arma di un duello che va fatto senza pensarci troppo, come la wodka trangugiata nel bicchiere, aperitivo o digestivo, non c’è differenza. Henry e Jonny hanno accettato la sfida, ma solo dopo qualche istate. Si sono fatti largo nella sala con una falsa esitazione, forse perchè il gin-lemon richiede piú tempo della Wodka pura. Il gin-lemon non è un colpo di cannone, va sorseggiato lentamente, con tutte quelle bollicine e la fettina di limone.

Personaggi di un’avvenutura, Henry e Jonny ricordano volentieri la vita che facevano nel College fino a qualche mese fa. I loro nomi sembrano americani ma non é vero. Qualcosa li lega invece all’Italia, in modo diverso l’uno dall’altro. Henry proviene da Melbourne, ma ha un cognome italiano. I suoi bisnonni arrivarono in Argentina ed i suoi nonni,affatto convinti della nuova destinazione, fecero il passo definitivo fino agli antipodi. Adesso Henry viaggia in aereo fra i continenti come in autostop e sceglie le tariffe più convenienti, non importa se impiega il triplo del tempo: da Melbourne a Berlino, quattro voli in tre giorni. Jonny ha il passaporto Olandese ma dell’Olanda non ne sa quasi nulla. Ora vive sul lago di Ginevra, ma è cresciuto in Italia, prima in Liguria poi a Milano, figlio di padre olandese e di madre scozzese. Quando gli chiedo qual’e la sua lingua madre mi risponde che non lo sa, forse l’Inglese, o forse l’Italiano con cui ha imparato a scrivere alle scuole elementari di Rapallo. Con Jonny scambio battute in italiano, come in un dialetto tribale.

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