Impressioni & Spot

Guardo con una certa invidia le persone che scrivono e scrivono con la capacità di gettare rapide occhiate sul mondo, inseguite da stuoli di lettori. Il post dovrebbe esaltare questo tipo di scrittura, come diceva l’amico bolso. Forse non mi piace, il post come uno spot, rapido, incisivo, usa-e-getta, non riesce a piacermi.
La scrittura in origine era accompagnata da gesti materiali che trasferivano il pensiero nella materia, davano forma, davano corpo alle idee. Pensate alla fragranza della pergamena sotto le dita dell’emanuense o alla polvere che respirava lo scultore. C’erano gesti che proiettavano il pensiero umano in uno spazio di eternità, una conquista laboriosa, al lume di candela o con lo scalpello in mano.
La carta stampata ha semplificato il gesto dello scrivere, amplificandone al tempo stesso l’effetto. Nel mare della carta stampata i pensieri si sono rincorsi a lungo come le increspature di un’acqua attraversata da troppe imbarcazioni. Poi è arrivato il web che per omeopatia trasmette le increspature senza bisogno di materia alcuna, puro pensiero, logos. In principio era il blog? Credo proprio di no. Ma ora che ce l’abbiamo dobbiamo farcene qualcosa. Potremmo trasmettere le grida del nostro tempo in un’onda corale oppure esibire vanità private a meno di venticinque lettori. Potremmo anche raccontare quello che abbiamo mangiato a colazione, perchè tutto è arte, anche un panino, se è Andy Warhol che se lo mangia.
Verba volant, scripta manent: che ne sarà dei Blog? Il web 2.0 sarà più persistente di un lungo aperitivo? Lo vedremo presto, ma quando scrivo penso ancora alla carta stampata. Il monitor del mio iMac è lucido come uno specchio, mi riflette con l’eco, il riverbero, la distorsione dei giorni che passano dall’ultima volta che l’ho acceso. Nello specchio del monitor mi osservo, mi ascolto, sento l’eco che rimanda la caverna del web.
Lo spot-post è vita da surfer, non rimanda l’eco ma gli spruzzi della superficie. Ecco allora le impressioni, scritte con lo scalpello che ho ancora in testa, e poi i racconti come pagine da sfogliare, forme compiute nel fluire del web.