In principio…

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Difficile fare previsioni sul futuro in generale, figuriamoci sul futuro di un blog come questo: potrebbe vivere a lungo, ma potrebbe anche terminare brevemente i suoi giorni, coi tempi che corrono!  E se diventasse ricco come un calciatore? Potrebbe sposare una velina, ma io preferisco per lui una vita diversa, lontano dai clamori.   Chi leggesse queste righe per caso, con l’inganno di un motore di ricerca, potrebbe trovarle interessanti.

Non so come andrà a finire ma so come è cominciata, un pomeriggio di festa allo  Starbucks di Clear Lake, Houston Tx, il 2 Settembre 2008.  Dovevo lavorare negli Stati Uniti in un impianto chimico che aveva poco di americano.  Da anni pensavo ad un blog e quel pomeriggio di fine estate trovai finalmente la voglia di cominciare.  Avevo storie interessanti con foto che mi sarebbe piaciuto condividere.

La storia in Texas finì rapidamente, con l’arrivo dell’uragano IKE il 13 Settembre 2008 e con la crisi finanziaria subito dopo. Ma proprio a causa dell’uragano per qualche settimana mi avventurai nel copione di una vita bella da raccontare. Il lavoro non c’era più, ma il blog era ormai in rete, si alimentava di storie e cresceva.

Mentre compilavo l’iscrizione a wordpress nello Starbucks di Clear Lake, mi riaffiorava il ricordo sepolto di un ponte di ferro e di una strada fra i campi, oltre le ultime case della piccola periferia del paese che percorrevo in bicicletta da bambino.  In Texas avevo ritrovato una naturale incapacità di prevedere lo spazio attorno a me, come nelle prime passeggiate in bicicletta, quando mi allontanavo da casa più del consentito. Un pensiero in disuso si era risvegliato per effetto della vastità del Texas.

Il ponte di ferro era soltanto una trave arrugginita buttata di traverso su un  fosso per permettere il passaggio pedonale ai contadini. Non avrebbe retto il transito di un trattore, ma possedeva lo stesso una certa solidità, un po’ pendente, certo, ma sufficiente per il transito solenne di… una bicicletta.  Attraverso i filari dei ciliegi arrivavo fino al ponte di ferro e forse avevo già infranto un divieto, troppo lontano da casa! Ma fin là ci arrivavo senza pensarci e mi sembrava d’essere ancora nel cortile, così familiare, un passo dopo l’altro seguendo il magazzino delle polpe delle barbabietole, all’ombra dei pioppi e sulla terra battuta, fra il fragore di un treno lungo la ferrovia di tanto in tanto ed il traffico della via Emilia più lontano.

Oltre il ponte di ferro lo spazio non era più immaginabile, di lì in avanti le strade di campagna si susseguivano e si incrociavano con la ferrovia senza confini tangibili.  Potevo arrivare a Forlì, di nascosto per le vie regolari di quella campagna, ed anche più lontano. Non ricordo come avvenne, ma un giorno (era primavera?) decisi di  passare sul ponte di ferro.  Nel farlo ebbi una sensazione di libertà, le ruote della bicicletta facevano schizzare i sassi della strada ai bordi del fosso ed io pedalavo, giravo i pedali agli incroci, mi stordivo al pensiero di perdermi senza mai riuscirci realmente.    Vedevo finalmente i luoghi che avevo immaginato attraverso le carte di mio padre, ville di campagna e i loro nomi d’altri tempi.


3 Risposte a “In principio…”

  1. Alberto Donati Dice:

    Lorenzo perchè non inserisci una pagina per i libri da leggere, ma anche – come direbbe CrozzaVeltroni- quelli da non leggere. I secondi sono i più difficili da consigliare, ma potrebbe essere un bel esercizio da club letterario.

  2. pontediferro Dice:

    Potremmo fare ad esempio la lista dei 100 libri che vale la pena leggere prima che sia troppo tardi.

  3. Un anno di …project! « …we've got a project! Dice:

    [...] per chi mi legge dopo il caffè fra una scartoffia e l’altra. Cercherò di continuare, come in principio… ma è difficile fare previsioni sul futuro in generale, figuriamoci sul futuro di un sito come [...]

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