Tonnare

4 agosto, 2012 § 2 commenti

In mare <== vai alla pagina

Nel portolano di Mauro Mancini, che sembra un fumetto di Corto Maltese, sono descritte alcune piccole isole basse fra Trapani e le Egadi, difficili da avvistare col mare mosso. Siamo ormai nei pressi, non c’è burrasca, solo una leggera increspatura dell’onda. Da un po’ di tempo abbiamo individuato in lontananza il faro di Porcelli, che spunta dall’acqua diritto come il mozzicone di una matita. Più vicino a noi, la striscia di terra dell’isola di Maraone si vede e non si vede, nascosta fra un’onda e l’altra. Ancora più vicini, dall’isola di Formica emergono i tetti della tonnara, poi i muri e le arcate di due capannoni che ricordano l’arsenale di Venezia, col cortile a fianco. Il nome Formica spiega le minuscole dimensioni di un’isola tutta racchiusa dalle vecchie costruzioni di servizio per la pesca del tonno -la mattanza- che cent’anni fa in questo mare aveva assunto dimensioni industriali. La pesca del tonno oggi si fa ancora, ogni anno in primavera fra aprile e giugno, ma si è ridotta a poco più di un’attrazione turistica.

Un poligono delimitato da boe gialle, dopo l’isola di Formica, segnala una zona protetta dove è proibita la navigazione. Come in un campo di regata, doppiamo l’area interdetta lasciando a dritta la seconda boa. Il porto di Favignana è ormai ad un tiro di schioppo, basso, in una baia aperta ai venti di Maestrale. L’isola di Favignana non ha forma compatta: è una lingua di terra orientata  da est a ovest, con una montagna in mezzo che la taglia  perpendicolarmente e si getta in mare da due scogliere, una a nord, l’altra a sud, dove il litorale piatto si rompe. Nel punto più alto che sovrasta il porto, l’imponente fortezza spagnola lascia immaginare storie di antichi avvistamenti, e scontri, e tradimenti. A Favignana gettiamo l’ancora nella luce del pomeriggio. Da una parte c’è il paese mentre dall’altra la baia è racchiusa dagli antichi camini della tonnara che catturano l’attenzione, circondati dai muri e dai cancelli di un ex fabbricato industriale così vasto da bilanciare, con le sue linee, i tetti del paese che lo guardano, interrogativi, dalla riva opposta.

Per risvegliare le case di Favignana basterebbe il fischio di una sirena o il fumo nero di un camino.  Sulla riva del molo un portone monumentale di fine ottocento fa pensare alla fila lunga dei lavoranti stagionali a primavera. La tonnara di Favignana è chiusa dal 1982, ma non è in abbandono. Un accurato recupero ne ha imbalsamato i muri, per confortare i ricordi degli isolani che ci hanno lavorato, ma quell’edificio oggi è troppo grande per qualunque cosa, è un monumento all’identità dell’isola. Senza il ricordo della fabbrica di tonno che la faceva stare a galla, tutta Favignana potrebbe scivolare giù nei fondali come un gommone sgonfio. La nostra “contessa” è ormeggiata in mezzo alla baia. Scendiamo a riva per cenare e ritroviamo un certo piacere nelle gambe che si appoggiano solide sulla massicciata del molo.  Il centro di Favignana si stende nella parte pianeggiante dell’isola, bar e ristoranti carichi di colore corrono incontro: Favignana è un’isola festosa che accoglie i turisti a braccia aperte. La fine della industria alimentare ha spalancato le porte ad una nuova identità turistica, mediterranea, internazionale, che si ravviva nei mesi più caldi dell’estate.

I primi industriali siciliani non lo potevano immaginare questo turismo post-industriale di massa, quando all’inizio delle loro imprese, duecento anni fa, contendevano ai colonialisti inglesi idee e brevetti per lo sviluppo produttivo della Sicilia.  Non potevano immaginare molte cose, a cominciare dagli esiti dell’unità d’Italia, che avrebbe spostato la regione ai margini e trasformato l’isola in un covo di ribelli. Zolfo, tonno e vino Marsala erano i cavalli di battaglia della crescita siciliana, un’economia trainante per tutto il Regno di Napoli e modello per i sogni risorgimentali dell’Italia moderna. A Vincenzo Florio, erede di una fortuna, non bastava l’appalto dei servizi postali fra la Sicilia e Napoli: a Favignana inventò il tonno inscatolato sott’olio, una rivoluzione nella storia dell’industria alimentare, un successo mondiale per la sua impresa.

Il tonno in scatola occupa ancora gli scaffali di un piccolo supermercato di Favignana, dove ci fermiamo per la spesa. Sono perfetti per la barca e per il campeggio. I marchi sono sempre i soliti, ma suonano ormai come nomi vuoti: provengono da mattanze del Pacifico, ancor più spietate di quelle che si facevano al largo della Sicilia. A giudicare dalla quantità di scatolette che ingombrano i supermercati, deve esserci un  numero impressionante di tonni negli oceani. Ormai è notte, una doppia fila di bancarelle accompagna la strada verso la baia, lungo la banchina del porto. A destra alcuni giovani con accento siciliano vendono bigiotteria; a sinistra potrebbero essere pachistani quelli che vendono oggetti vari made in China. A destra le luci fioche delle candele creano un’atmosfera, a sinistra i generatori elettrici fanno un fracasso infernale. Un venditore di bigiotterie abbozza un alterco con chi gli sta di fronte, qualcuno con la faccia scura che non vuole rinunciare al frastuono ed alla luce intensa del suo generatore a gasolio. Anche nel porto di Favignana corre la faglia di un conflitto globale, attraverso la massa dei turisti post-industriali.

About these ads

§ 2 risposte a Tonnare

  • Etles scrive:

    A tutti quelli che mi chiedono come sia stato il viaggio e come sia andata coi compagni di viaggio li invito a leggere i tuoi appunti…..si prenotano tutti per il prossimo giro !!! Ciao

  • antonio scrive:

    Ciao Lorenzo,

    qui nella mia azienda abbiamo appena messo in servizio una serie di riempitrici per tonno super veloci: 450 scatolette al minuto. Nel bene o nel male il tonno ha ancora un discreto impatto sull’economia italiana (per chi lo inscatola) ma soprattutto mondiale, per chi lo pesca e ne fa i tranci congelati da vendere agli inscatolatori.
    Antonio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Tonnare su ...I've got a project!.

Meta

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 39 follower