Too big to fail?
gennaio 15th, 2012 § 1 commento
La nave inclinata sugli scogli dell’isola del Giglio è un’mmagine simbolo del 2012, che fa il giro del mondo col marchio dell’Italia. Costa Crociere è un bel colosso del divertimento, che ha costruito negli anni la sua fortuna con un’idea di svago a buon mercato, alla portata di tutti, nei mari di casa nostra. Le navi da crociera ormeggiate nei porti sembrano enormi condomini dove chi sale crede di allontararsi per un attimo dalla routine. E’ inconcepibile che una nave di quelle dimensioni vada ad incagliarsi nella scogliera di un fondale basso: too big to fail, avrebbero detto gli analisti di affari economici internazionali. Invece è andata a fondo come una barchetta alla deriva, comandata da sprovveduti avventurieri del tempo libero. Le carte nautiche dell’arcipelago toscano sono note anche ai principianti, che le utilizzano come manuale di riferimento per ottenere la patente nautica. La scusa del comandante, che ha detto di non aver visto segnalato quello scoglio nella carta nautica, è possibile solo nell’Italia di oggi, abituata alle parodie della realtà di Cicchitto, Gasparri, Bossi e compagnia bella.
L’immagine della bella nave dei divertimenti appoggiata su un fianco al largo delle coste del Giglio, rappresenta molto bene questa Italia che è troppo grande per fallire, ma abbastanza ubriaca per andare a fondo. Le secche mettono in luce gli scogli. I lavoratori che smettono di lavorare non possono salvare un bel niente, tutt’al più se stessi. Per evitare il naufragio, i ricchi dovrebbero farsi carico del salvataggio. Ma i ricchi, quelli veri, usano l’Italia come una società per azioni da spremere e da fare fallire all’occorrenza. Quando succederà, un comandante ubriaco ci convincerà che era l’unica strada possibile.
un po’ mi ricorda la strade del Cermis, una prima scusa era quella che i cavi della funivia non erano segnalati nella mappa.