Artifici

By pontediferro

Finalmente il mio convivente prete americano ha un volto: mi è apparso stamattina sulla porta del bagno con il sorriso  spalancato e la facciona burrosa; oltre al volto ha ovviamente anche un nome (David Perkins) ed un’età (quarantaquattro anni).  E’ prete cattolico a Pittsburg con un incarico rilevante in diocesi, poichè si occupa della formazione dei giovani sacerdoti della Pensylvania. E’ vicino al Vescovo ed ha rapporti pure con l’arcivescovo di Washington DC, che è già pronto per il prossimo conclave.  D’altro canto io ho una certa familiarità coi preti cattolici, per rispetto e per abitudine davanti ad essi tendo a mettermi in ascolto con l’atteggiamento dell’ “atto di dolore”.

Insieme a cena dietro casa al  “Tempio della birra”, con lo stesso passo con cui si andava a Bologna alla mensa universitaria, io prendo un’insalata greca, lui funghi fritti; io birra chiara, lui  scura.  Mi guarda intensamente per costruire fra di noi un silenzio espressivo e fissa le mie dita prive di anelli per dire “non sei sposato”.  Poi domanda cosa fanno i miei genitori, se  ho fratelli oppure sorelle. Mi dice “Dovrai occuparti di tua madre, prima o poi”, ma per ora è ancora lei che si occupa di me,  forza dell’abitudine.

Di ritorno verso casa il cielo si squarcia coi fuochi d’artificio della festa all’ex aeroporto di Tempelhof, musica & fireworks.  In televisione scorrono le immagini di chiusura del summit col gran Silvio maggiordomo in tenuta da sparata.   Se il mondo è diviso fra “pallidi” ed “abbronzati”, mettiamo pure  Obama vicino a  Geddafi: la noia del cabaret italiano mi perseguita anche a Berlino.

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I giornali tedeschi cercano ancora spiegazioni logiche al perchè dell’Italia e al perchè di Berlusconi.

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Una Risposta a “Artifici”

  1. Nico Dice:

    il grande seduttore-

    perfetto.

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