Ricordo d’essere nato a Forlimpopoli quando mi avventuro nelle strade strette del paese riconvertito in città artusiana ogni anno a fine Giugno, con le bancarelle sovraffollate di odori e di gente strillante nei ristoranti posticci sui marciapiedi, dentro i cortili, appesi ai balconi, ovunque c’è posto. Non so se tutto ciò sia davvero democratico, o se sia una manifestazione di potere popolare: il Forlim-popolo delle Libertà. L’impeto della gola riesplode comunque ogni anno, con la benedizione della Madonna, del Popolo pure quella.
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