Il nome “Mario Resca” fa odore di fritto. Un brillante curriculum da supermanager del fast food non dovrebbe costituire reato, a patto di non diventare all’improvviso braccio destro del Ministro Sandro Bondi, con l’incarico di rilanciare il patrimonio culturale italiano. A che servono i musei? Roba polverosa, ammuffita, insalubre… Vuoi mettere la fragranza di un cheeseburger! quello sì che risveglia gli appetiti e mette in moto l’economia. Ecco allora, se la cultura va a nozze col turismo, l’economia resuscita come la carne lurida degli hamburger quando metti il ketchup sopra. Why not? L’Italia è un bel panino turistico-culturale da gustare tutti insieme, con il “sinistro” Bondi alle friggitrici e la Brambilla in vacanza.
Cultura loves turismo, che idillio, che spettacolo! Ma c’è un imprevisto. Sembrava quasi fatta e invece… peccato! Chi rompe? La classifica mondiale delle città a misura d’uomo, ieri sul Sole24ore, non include città italiane. L’Italia non piace più come una volta. Perchè? L’hanno chiesto a Mario Resca e lui ha risposto che ci sono troppi capannoni senza stile che deturpano il paesaggio. Giusto! Probabilmente ha letto un libro sul paesaggio italiano, fra un panino e l’altro. Però (il lupo perde soltanto il pelo) dice che il vero problema sta nella comunicazione, gli errori di comunicazione penalizzano l’immagine dell’Italia agli occhi del mondo. Parliamo dei rifiuti di Napoli e dimentichiamo le campagne, le spiagge, i laghi e le montagne.
L’immagine, per l’appunto, è quella delle cartoline che si possono anche truccare, ma la vacanza è un’esperienza reale, vuole poco stress e tante belle sensazioni da raccogliere nel territorio, città, campagne, autostrade e ferrovie. Un viaggio assediato dai TIR in autostrada, come cento minuti di ritardo alla stazione Termini, lasciano in bocca un sapore disgustoso. Quanto ketchup dovremo aggiungere, per dimenticare?