Dopo la lezione

By pontediferro

Appena fuori accanto al portone del Goethe Institut di Berlino c´é l´ingresso della sala da biliardo, un posto interrato, scuro e fumoso, dove di pomeriggio non c´é gente ed i baristi, gestori in affitto, aspettano i primi clienti della sera annoiati davanti ai cartoni animati dei Simpson su un grande divano di pelle messo di traverso, nell´angolo meno buio della sala. Le pareti lunghe bianche piastrellate riflettono ancora l´unto opaco di un dopolavoro operaio, anche se sono state riconvertite in salagiochi dagli attori del cinema americano, con le loro facce compiaciute sui poster appesi a decine, una accanto all´altra in ordine come un catalogo meticoloso dell´occidente che era stato proibito.

Myroslav l´Ucraino l´ha scoperto subito, in quel posto ci é entrato il primo giorno, immediatamente con la sua fretta brusca al termine della lezione del pomeriggio. I suoi occhi blu spalancati hanno afferrato la stecca senza esitazione, come l´arma di un duello che va fatto senza pensarci troppo, come la wodka trangugiata nel bicchiere, aperitivo o digestivo, non c´é differenza. Henry e Jonny hanno accettato la sfida, ma solo dopo qualche istate. Si sono fatti largo nella sala con una falsa esitazione, forse perché il gin-lemon richiede piú tempo della Wodka pura. Il gin-lemon non é un colpo di cannone, va sorseggiato lentamente, con tutte quelle bollicine e la fettina di limone.

Personaggi di un´avvenutura, Henry e Jonny ricordano volentieri la vita che facevano nel College fino a qualche mese fa. I loro nomi sembrano americani ma non é vero. Qualcosa li lega invece all´Italia, in modo diverso l´uno dall´altro. Henry proviene da Melbourne, ma ha un cognome italiano. I suoi bisnonni arrivarono in Argentina ed i suoi nonni, per nulla convinti della nuova destinazione, fecero il passo definitivo fino agli antipodi. Adesso Henry viaggia in aereo fra i continenti come in autostop e sceglie le tariffe piú convenienti, non importa se impiega il triplo del tempo: da Melbourne a Berlino, quattro voli in tre giorni.

Jonny ha il passaporto Olandese ma dell´Olanda non ne sa quasi nulla. Ora vive sul lago di Ginevra, ma é cresciuto in Italia, prima in Liguria poi a Milano, figlio di padre olandese e di madre scozzese. Quando gli chiedo qual´e la sua lingua madre mi risponde che non lo sa, forse l´Inglese, o forse l´Italiano con cui ha imparato a scrivere alle scuole elementari di Rapallo. Con Jonny scambio battute in italiano, come in un dialetto tribale.

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