Know how

By pontediferro

La FIAT si sta aggiudicando il 35% di Crysler, il 55% andrà al sindacato dei lavoratori UAW mentre il 10% finirà nelle mani del governo americano e dei creditori, banche americane, suppongo.  Questa storia non finisce di stupirmi per quello che succede e ancor più per quello che si dice.   Ecco alcune frasi celebri: “siamo tornati all’epoca del baratto”, “nessuno ha soldi veri da investire”, “la FIAT offre organizzazione”,  “Il Know How degli italiani vale di più”.   La storia del Know How mi lascia davvero esterrefatto.  Cos’è che gli italiani sanno fare meglio di tutti gli altri?  Forse la Ferrari, forse, perchè è rossa, bella, scattante, veloce: fumo e arrosto insieme. Ma una FIAT, cosa  offre di più?  Non il cambio e neppure la centralina elettrica.  Neanche il cruscotto: mi pare che il tachimetro, il contachilometri delle automobili FIAT non abbiano niente di speciale da offrire. Sarà allora la moda del restyling, quella nuova Cinquecento tanto amata dagli stranieri che cercano un’Italia immaginaria? Bisognerebbe chiederlo a Lapo Elkan e sentire cosa risponde questo erede di casa Agnelli esperto in viaggi allucinogeni.

E’ evidente che il Know How sbandierato nelle trattative con Crysler è un insieme di competenze poco tecnologiche.  Se è vero che siamo tornati all’epoca del baratto e che nessuno ha più soldi veri da investire, il know how che serve è tutto qui:  è l’abilità di incrociare ricatti, di tenere il concorrente stretto per le palle nelle trattative di un’alleanza fumosa, dove il più furbo (ecco il know how!) massimizza il proprio potere, minimizzandone i rischi.

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Una Risposta a “Know how”

  1. Nico Dice:

    anche perché, con Opel e Ford, gli Americani sanno già come fare le auto piccole.

    quindi: cosa ci mette la FIAT e perché conviene agli Americani?

    non è che qualcuno vede già il dollaro a 1.80 sull’euro e tutti che chiudono gli stabilimenti in EU per andare in USA? E in aggiunta la conseguente chiusura doganale americana (un po’ come il Brasile)?

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